
Pedaggi autostradali più cari in Piemonte: scattano gli aumenti sulle principali tratte. Ecco quali
Con l’arrivo del nuovo anno, muoversi sulle autostrade piemontesi diventa più costoso. Dal 1° gennaio sono infatti scattati gli aumenti dei pedaggi su gran parte della rete nazionale, con un incremento medio dell’1,5%, che in Piemonte interessa in particolare le principali direttrici del Torinese.
Gli adeguamenti tariffari riguardano tratte strategiche e ad alto flusso di traffico come la A4 Torino-Milano, la A6 Torino-Savona e la A32 Torino-Bardonecchia, con effetti immediati sui costi di viaggio per pendolari, lavoratori e automobilisti occasionali. Aumenta anche il pedaggio per chi si sposta verso la Valle d’Aosta: sulla tratta Quincinetto-Aosta è stato confermato l’incremento, come comunicato dalla Società Autostrade Valdostane (Sav), che ha quantificato la variazione tariffaria nel 1,5%.
Non tutte le infrastrutture autostradali piemontesi, tuttavia, sono interessate dagli aumenti. Restano escluse dagli adeguamenti il tratto piemontese della A5 tra Quincinetto e Torino, la bretella Ivrea-Santhià e la tangenziale di Torino, che per il momento mantengono le tariffe invariate. Una parziale boccata d’ossigeno per chi utilizza quotidianamente queste arterie, in particolare nell’area metropolitana torinese.
Da ITP, la società che gestisce il Tronco 1 della tangenziale, precisano che non sono previsti aumenti diretti sulle tratte di propria competenza. Eventuali variazioni sul pedaggio finale, spiegano, potrebbero derivare esclusivamente dagli adeguamenti applicati da concessionarie interconnesse o dagli arrotondamenti ai 10 centesimi di euro. Confermata anche la proroga dell’abbonamento forfettario della tangenziale di Torino, che rimane invariato a 28,70 euro mensili.
Sulla Torino-Milano, invece, l’aumento è ufficiale. Satap S.p.A. ha comunicato che dal 1° gennaio 2026 entra in vigore l’adeguamento tariffario disposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con una variazione pari all’1,5%.
Un rincaro che, seppur contenuto nella percentuale, si traduce in un ulteriore aggravio per gli automobilisti, in un contesto già segnato dall’aumento dei costi legati alla mobilità e ai carburanti.
F.S.