Ospedali sicuri, i sindacati: “I presidi di notte non sono porti di mare alle mercé dei teppisti”

24/03/2017

L’ospedale di Ivrea non è sicuro, ma non lo sono neanche quelli di Ciriè, Lanzo, Chivasso e Cuorgnè. Lo affermano Massimo Esposito (Fp-Cgil), Ermes Zerbinatti (Fp-Cisl) e Serse Negro (Uil-Fpl) in una dura nota inviata agli organi d’informazione e alla direzione generale dell’Asl To4. La vicenda legata al furto negli armadietti, all’aggressione ai danni di un infermiere che ha riportato una frattura a una spalla e al maniaco che si è masturbato davanti a due pazienti, si affianca all’aggressione fisica subita da un’infermiera, cinque giorni fa, al pronto soccorso dell’ospedale di Chivasso. Nella lettera gli esponenti sindacali richiedono la predisposizione di vero piano di prevenzione che renda davvero sicuri i presidi ospedalieri dell’intera Azienda Sanitaria Locale.

“E’ di appena cinque giorni fa la notizia dell’aggressione subita da una lavoratrice presso il DEA di Chivasso che già siamo a commentare un altro fatto grave avvenuto nel turno di notte tra il 22 e il 23 marzo, presso l’Ospedale di Ivrea.

Un uomo, infatti, si è introdotto indisturbato all’interno del Presidio e ha letteralmente maramaldeggiato in alcune parti dello stesso, e nello specifico nel reparto di Ortopedia dove è stato trovato da un operatore in turno, completamente nudo dentro la stanza di una degente.

Da qui ne è scaturita una colluttazione con l’Operatore Socio Sanitario che impavidamente lo ha affrontato, con la conseguenza, per quest’ultimo, della rottura di una spalla.

Solo qualche giorno fa, una simile aggressione è stata registrata nel Presidio Ospedaliero di Chivasso da un’altra dipendente.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali, da tempo hanno sollevato il problema legato alla sicurezza degli operatori e in alcuni casi (come questo) anche degli utenti, all’interno dei Presidi Ospedalieri dell’Azienda Sanitaria Locale Torino 4, non essendoci a tutt’oggi alcun deterrente ad atti di vandalismi notturni, come al solo titolo esemplificativo la presenza notturna di una Guardia Giurata e le porte di accesso ai reparti chiuse con citofono.

Non è più tollerabile che la Direzione Generale non prenda i dovuti provvedimenti per tutelare coloro che svolgono il proprio operato in questi ambienti.

Non possiamo continuare a denunciare le continue presenze nei corridoi, nelle ore notturne e non solo, di persone che bivaccano nella migliore delle ipotesi e che quando qualcuno interviene per ripristinare il decoro che un Ospedale avrebbe il degno bisogno, il più delle volte viene aggredito.

Non si tratta più solo di posizionare telecamere qua e là per individuare i colpevoli; serve una vera opera di prevenzione per consentire ai pazienti di essere curati, agli operatori di svolgere il proprio compito, in sicurezza  ma non solo; farmaci, strumentazioni costose e beni della collettività non devono più essere incustoditi. 

Gli ospedali di notte non sono porti di mare alle mercé dei teppisti”.

Massimo Esposito (Fp-Cgil), Ermes Zerbinatti (Fp-Cisl) e Serse Negro (Uil-Fpl)

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