Omicidio Rosboch: Caterina Abbatista ha intenzione di donare i suoi beni alla famiglia di Gloria

26/10/2016

A Caterina Abbatista, madre di Gabriele Defilippi, in carcere dallo scorso mese di febbraio con l’accusa di concorso in omicidio della professoressa di sostegno castellamontese Gloria Rosboch, deve essere tolto l’affidamento del figlio minore. Lo chiede alla sezione minori del tribunale di Torino il procuratore della Repubblica di Ivrea, su esplicita richiesta, già ampiamente annunciata su Canavesenews.it, dell’avvocato Andrea Bertano che tutela e assiste il padre naturale del fratellastro di Gabriele, nato dall’unione tra Caterina Abbatista e il suo secondo marito. La motivazione, che sarà esaminata dai giudici, è quella che la donna, rinchiusa in cella, non può più assistere il figlio minore e non può, oltremodo, esercitare la potestà genitoriale sul minorenne.

In sostanza l’avvocato Andrea Bertano sottolinea che l’intenzione della richiesta non è quella di cancellare la figura di madre della donna, ma sul suo futuro pesano come macigni l‘esito del futuro processo e che il peso del mantenimento e dell’educazione dell’adolescente grava interamente sul padre. Caterina Abbatista, alla luce delle due sentenze del tribunale del riesame che ha negato la sua scarcerazione ha revocato il mandato ai suoi precedenti legali: Erica Gilardino e Matteo Grognardi. Ad assisterla, in vista del processo che sarà celebrato nella prossima primavera sarà l’avvocato Tommaso Levi. Che la strategia difensiva sia profondamente cambiata lo dimostra la volontà espressa dalla donna, di donare le sue proprietà immobiliari alla famiglia Rosboch, oggi costituita dagli anziani padre e madre della professoressa barbaramente uccisa.

L’intenzione è quella, probabilmente di provocare una positiva impressione nel collegio giudicante: il legale di Caterina Abbatista avrebbe contattato l’avvocato Stefano Caniglia che aveva assistito la povera Gloria Rosboch e che oggi rappresenta e tutela in sede penale e civile gl’anziani genitori. Ma qui entra in gioco un fattore determinante che potrebbe costituire un impedimento per l’attuazione delle intenzioni della donna: sui due edifici di Castellamonte e la casa di Gassino Torinese pende la richiesta di sequestro preventivo avanzata dallo stesso avvocato Caniglia. Di questo si discuterà tra diversi mesi (c’è chi dice un anno) e, di fatto, non si sa quando i beni potranno essere acquisiti. E ancora: Gabriele Defilippi, 22 anni, presunto assassino dell’insegnante, accusato dell’omicidio insieme all’ex amante-amico Roberto Obert, è titolare del 90% dell’alloggio di Gassino, acquistato e ristrutturato dall’ex compagno della madre, Silvio Chiappino, per ben trecentomila euro. Per poter donare alla famiglia della donna trucidata l’immobile, sarà necessario il consenso di Gabriele, figlio maggiore di Caterina Abbatista.

Insomma, i nodi sciogliere sono tanti: non ultimo, come osserva Pierfranco Bertolino, difensore di fiducia di Gabriele, il fatto che la richiesta di sequestro di fatto impedisce il passaggio di proprietà tra figlio e madre. La vicenda riserverà ancora colpi di scena eclatanti e molte cose saranno finalmente spiegate durante il dibattimento processuale.

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