
Milleproroghe approvato, ma sui ponti torinesi resta l’incertezza. Resta da sciogliere il nodo del ponte Preti
Il decreto Milleproroghe è diventato legge, ma per i cosiddetti “ponti sul Po” l’orizzonte resta ancora incerto. Il provvedimento, approvato in extremis a fine 2025, interviene su un’ampia platea di scadenze e regimi transitori, toccando settori che vanno dalla giustizia tributaria alla sanità, fino alle infrastrutture e alle emergenze territoriali. Ed è proprio in quest’ultimo capitolo che rientrano gli interventi da circa 61 milioni di euro destinati ai ponti torinesi di Castiglione, Preti e Carignano.
Con il Milleproroghe, le tempistiche per la realizzazione delle opere vengono di fatto allungate: le scadenze slittano tra il 30 giugno 2026 e il 1° gennaio 2027, garantendo da sei a dodici mesi aggiuntivi per completare i progetti, subordinatamente però alla loro approvazione definitiva. Una boccata d’ossigeno che, secondo il Governo, risponde alle richieste dei territori.
A rivendicare il risultato è la deputata Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: «Il Governo ascolta la richiesta dei Comuni della provincia di Torino e interviene sui ritardi di Città Metropolitana, concedendo un ulteriore anno di tempo per le adempienze necessarie. Un tempo prezioso che non può essere sprecato».
Di tutt’altro avviso il vicesindaco metropolitano di Torino Jacopo Suppo, che invita alla cautela. «Il decreto è una proroga, ma attendiamo ancora di capire se la nostra programmazione è ritenuta degna di ricevere i fondi necessari – sottolinea –. Prorogare i termini non basta: se le risorse non vengono effettivamente stanziate, i cantieri restano fermi».
Una posizione che Suppo ribadisce da mesi. Già ad aprile aveva sollecitato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e, lo scorso 28 luglio, aveva consegnato personalmente un dossier sui ponti torinesi al ministro Matteo Salvini in occasione dell’inaugurazione della seconda canna del Frejus. Da allora, però, nessuna risposta formale sui finanziamenti.
La partita è tutt’altro che marginale. I progetti interessano il nuovo ponte Preti lungo la statale 565 Pedemontana a Strambinello, il ponte di Castiglione sulla provinciale 92, il collegamento tra Crescentino e Verrua Savoia sulla provinciale 107 e il ponte di Borgo Revel sulla Dora Baltea, lungo la provinciale 31 bis. Gli enti locali, dopo una prima proroga già ottenuta nel 2024, hanno investito circa 800 mila euro per la progettazione, ma attendono ancora il via libera definitivo.
In sostanza, il Milleproroghe concede tempo, ma non scioglie il nodo centrale: la certezza delle risorse. Senza uno stanziamento chiaro e tempestivo, avvertono da Città Metropolitana, il rischio è che la proroga resti un rinvio sterile e che opere strategiche per la viabilità e la sicurezza del territorio continuino a restare sulla carta.
f.s.