La tutela del territorio e dei luoghi simbolo passa anche dalla prevenzione e dall’addestramento. Con questo obiettivo si è svolta nei giorni scorsi una complessa esercitazione antincendio che ha coinvolto decine di operatori impegnati in uno scenario realistico, caratterizzato da condizioni operative difficili e dalla necessità di interventi rapidi e coordinati a difesa del Santuario, cuore religioso e identitario dell’area.
L’attività ha permesso di testare in modo approfondito la gestione delle risorse idriche: le squadre hanno posato complessivamente quasi due chilometri di tubazioni ad alta capacità, con linee da 600, 740 e 300 metri, per garantire un flusso costante d’acqua. L’obiettivo principale era l’aspersione preventiva delle strutture, creando un vero e proprio “muro d’acqua” in grado di proteggere le mura del Santuario dall’avanzata dei fronti di fuoco simulati.
Il coordinamento delle operazioni è stato affidato all’elicottero Drago, che ha operato in sinergia con i droni dei Vigili del Fuoco. Grazie alle riprese aeree e alle immagini termiche trasmesse in tempo reale, il comando a terra ha potuto monitorare l’evoluzione dello scenario e adattare le strategie operative, replicando fedelmente le dinamiche di un’emergenza reale.
L’esercitazione ha incluso anche attività di bonifica delle aree interessate, la verifica dei sistemi di comunicazione e il recupero di feriti simulati in zone impervie, mettendo alla prova la capacità di intervento in condizioni critiche. Un aspetto ritenuto fondamentale in un contesto climatico che rende gli incendi boschivi sempre più frequenti e imprevedibili.
Il bilancio finale è stato giudicato positivo: le procedure hanno dimostrato efficacia e il coordinamento tra le diverse componenti del sistema di soccorso si è confermato solido. Un risultato che rafforza la capacità di risposta del territorio e la prontezza operativa in caso di emergenze reali.
F.S.
