L’anno nuovo si apre con gli stessi problemi di sempre per i pendolari della linea ferroviaria Pinerolo–Torino–Chivasso. Cancellazioni improvvise, ritardi cronici e una comunicazione carente continuano a segnare la quotidianità di migliaia di viaggiatori. Per questo Alleanza Verdi Sinistra ha presentato una nuova interrogazione alla Giunta regionale, chiedendo risposte concrete su una situazione che viene definita ormai “endemica”.
A farsi portavoce delle proteste è la consigliera regionale Alice Ravinale, che punta il dito contro la gestione del servizio e contro le spiegazioni fornite finora dall’esecutivo piemontese. «A novembre – ricorda – la Giunta Cirio aveva attribuito i disservizi agli scioperi, assicurando che la situazione sarebbe tornata alla normalità. Nulla di tutto questo è avvenuto». Anzi, sottolinea Ravinale, negli ultimi giorni si sono registrate quasi dieci cancellazioni dell’ultimo minuto e tempi di percorrenza in alcuni casi quasi triplicati, come accaduto con il treno delle 17.30 da Torino Lingotto a Pinerolo.
La linea SFM2 Pinerolo–Torino–Chivasso rappresenta uno degli assi portanti del Servizio Ferroviario Metropolitano, utilizzato ogni giorno da studenti, lavoratori e pendolari. Proprio per questo, osservano da AVS, i continui disservizi non possono essere considerati un problema marginale. «Quest’estate il servizio è stato sospeso per lavori di manutenzione per un investimento complessivo di 25 milioni di euro – ricorda Ravinale – interventi che avrebbero dovuto migliorare in modo significativo la qualità del servizio. Eppure oggi la situazione appare persino peggiorata».
A rendere il quadro ancora più critico è la prospettiva di nuovi cantieri previsti per la fine della primavera 2026. Se da un lato gli interventi infrastrutturali sono considerati necessari, dall’altro i sindacati dei pendolari e le forze politiche di opposizione temono che, senza una revisione dell’organizzazione del servizio, i lavori si traducano in ulteriori disagi senza benefici tangibili.
Secondo la consigliera di AVS, infatti, i problemi non sono solo strutturali ma anche gestionali: «Non si tratta più soltanto di manutenzione, ma di questioni organizzative ed esercizio del servizio. Gli impegni assunti dalla Giunta con i sindaci dei Comuni interessati non possono restare promesse al vento».
Da qui la decisione di presentare una nuova interrogazione, con l’obiettivo di ottenere un cambio di passo da parte della Regione e un’assunzione di responsabilità chiara anche da parte di RFI e Trenitalia. «Migliaia di persone – conclude Ravinale – non possono continuare a pagare il prezzo di un servizio inaffidabile. È ora di smettere di cercare scuse e affrontare seriamente uno dei nodi più critici del trasporto piemontese».
La palla passa ora alla Giunta regionale, chiamata a rispondere in Aula a una protesta che non riguarda più solo i pendolari, ma la credibilità stessa del sistema ferroviario metropolitano.
fr.se.
