
Fascio laser contro l’aereo in atterraggio all’aeroporto di Caselle: scatta l’allarme sicurezza nei cieli di Torino
Un fascio di luce laser puntato contro la cabina di pilotaggio mentre l’aereo era in fase di atterraggio. È l’episodio segnalato nella prima serata di sabato 14 febbraio 2026 all’aeroporto Sandro Pertini di Caselle Torinese, dove il comandante di un volo di linea proveniente da Copenaghen ha lanciato l’allarme alla torre di controllo e alle forze dell’ordine.
Il velivolo coinvolto è un Boeing 737 che stava completando le manovre di avvicinamento alla pista quando il raggio luminoso verde ha colpito la cabina di pilotaggio. Una situazione potenzialmente pericolosa, soprattutto in una fase delicata come quella dell’atterraggio, che richiede la massima concentrazione da parte dell’equipaggio.
Il pilota ha immediatamente informato la polizia di frontiera aerea (Polaria), fornendo anche indicazioni sulla possibile provenienza del fascio laser. Secondo le prime ricostruzioni, il punto d’origine sarebbe stato individuato nell’area di corso Marche, a Torino.
A seguito della segnalazione sono intervenute sul posto diverse volanti della polizia di Stato, che hanno effettuato controlli e perlustrazioni nella zona indicata. Nonostante le verifiche, al momento l’autore del gesto non è stato identificato e le indagini sono tuttora in corso per risalire al responsabile.
L’utilizzo di puntatori laser contro aeromobili rappresenta un comportamento estremamente pericoloso per la sicurezza del volo. L’abbagliamento dei piloti, anche se temporaneo, può compromettere la visibilità degli strumenti e della pista nelle fasi più critiche. La normativa vigente prevede per i responsabili l’accusa di attentato alla sicurezza dei trasporti, reato punito con pene fino a cinque anni di reclusione e sanzioni pecuniarie che possono arrivare a 18 mila euro.
Secondo quanto emerso, l’ultimo episodio analogo registrato nell’area torinese risalirebbe al 2018. In precedenza, nel 2011, un’indagine coordinata dalla Procura di Torino aveva portato all’identificazione di due persone ritenute responsabili di azioni simili.
Le verifiche sull’accaduto proseguono ora per accertare con precisione dinamica e responsabilità di un gesto che, pur non avendo causato conseguenze operative sul volo, riaccende l’attenzione sui rischi legati all’uso improprio di dispositivi laser in prossimità degli scali aeroportuali.
F.S.