Ivrea, il Nursind all’attacco: “L’ospedale non è sicuro. Fornite lo spray urticante al personale”

24/03/2017

Che l’ospedale di Ivrea fosse una “groviera” a causa dei numerosi accessi non controllati che consentono di recarsi direttamente nei reparti di degenza, è un fatto noto. In passato si sono già verificati furti ai danni dei pazienti a causa dell’indesiderata intrusione di estranei all’interno della struttura ospedaliera. L’episodio che ha avuto luogo l’altra sera dove un ventenne di origine marocchina è stato arrestato per violenza sessuale e furto nei confronti di due anziane degenti, ha immediatamente scatenato la reazione del Nursind, il sindacato autonomo che tutela e rappresenta gli infermieri. Il segretario territoriale del sindacato Giuseppe Summa in un comunicato evidenzia non soltanto il fatto che l’ospedale di Ivrea non è sicuro, ma che le lesioni riportate dall’infermiere che ha cercato di fermare l’uomo che si masturbava davanti  due anziane pazienti nel reparto di Traumatologia e Ortopedia e che rubato negli armadietti contenenti gli effetti personali dei degenti, rappresenta un grave episodio al quale è necessario porre subito un rimedio.

“Non si può aspettare che ci scappi il morto per intervenire – asserisce il segretario territoriale del Nursind -. E’ dal 2014 che abbiamo iniziato a inviare segnalazioni sulla poca sicurezza dell’ospedale di Ivrea legata alla presenza di numerosi estranei che si aggirano per la struttura e a chiedere ai dirigenti interventi a tutela del personale. Siamo disposti a collaborare con la magistratura affinché vengano accertate eventuali responsabilità. Come sindacato è dal 2014 che abbiamo iniziato ad inviare segnalazioni sulla poca sicurezza dell’ospedale di Ivrea legata alla presenza di numerosi estranei che si aggirano per la struttura, e a chiedere ai dirigenti interventi a tutela degli operatori. Il personale ha paura di andarsi a cambiare negli spogliatoi”. Un dato di fatto è assodato, sottolinea il sindacato degli infermieri: l’attuale servizio di sorveglianza e videosorveglianza non garantisce la sicurezza dei degenti e degli operatori sanitari. E nella convinzione che sulla vicenda debbano intervenire sia la direzione generale dell’Azienda Sanitaria che le istituzioni, Giuseppe Di Summa, dopo aver chiesto un incontro con la direzione generale dell’Asl To4 e il sindaco di Ivrea Carlo Della Pepa, sottolinea come servano azioni importanti per contrastare un problema di primaria importanza.

“In assenza di interventi ci domandiamo se per garantire la sicurezza degli operatori e dei cittadini dovremmo intervenire fornendo al personale spray urticante e corsi di formazione di autodifesa, in considerazione anche del numero esiguo di operatori nel turno notturno – aggiunge Giuseppe Summa – chiediamo alla politica se non sia il caso di assumersi le proprie responsabilità agendo in modo efficace per la costruzione di un nuovo ospedale che abbia le condizioni di sicurezza per cittadini e operatori”.

Dal canto suo Lorenzo Ardissone, direttore generale dell’Asl T04 esprime tutta la sua costernazione e rincrescimento per quanto è accaduto: “Sono costernato per le persone assistite e per il nostro operatore. E’ un fatto orribile, tanto da rendere difficile attivare contromisure giuste e appropriate, che comunque devono essere adottate con molta intelligenza – afferma il general manager -. L’ospedale, infatti, è un luogo di cura e come tale deve essere aperto, non può essere trasformato in una fortezza, ma è comunque necessario che sia vissuto come un luogo sicuro. Peraltro, stavamo già predisponendo un bando di gara per potenziare la sicurezza dei nostri ospedali, anche con la dotazione di strumentazione appropriata”.

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