
Ivrea perde uno dei suoi pilastri: è morto a 78 anni Dino Casarin, memoria viva dello storico Carnevale
Ivrea perde uno dei suoi custodi più autentici della memoria collettiva. Con la scomparsa di Dino Casarin, avvenuta all’età di 78 anni dopo una malattia improvvisa e aggressiva che in pochi mesi ne ha minato le forze, la città saluta una figura che per decenni ha rappresentato molto più di un semplice organizzatore: un punto di riferimento silenzioso, costante, imprescindibile per il Carnevale e per le tradizioni legate a San Savino.
Casarin era uno di quei volti noti che non cercavano visibilità, ma che tutti riconoscevano. Appartenente agli J’Amis ad Piassa dla Granaja, aveva fatto della dedizione alle feste popolari una vera missione personale, portata avanti con discrezione, competenza e uno spirito di servizio raro. Prima ancora che nascesse la Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea, era già parte attiva dell’organizzazione, quando tutto si reggeva soprattutto sulla passione e sul tempo sottratto alla vita privata.
Con Pier Luigi Marta e Serafino Actis Perino aveva condiviso anni di lavoro intenso, tra riunioni, idee, confronti e scelte spesso complesse. «Ha passato una vita ad organizzare con me Carnevale e San Savino», ricorda oggi Marta. Tra i momenti più significativi, il 1969, quando proprio a loro venne affidato il compito di riportare in città la festa di San Savino: un tassello fondamentale nel recupero dell’identità eporediese.
Per Dino il Carnevale non era un evento, ma un modo di essere nella comunità. Anche negli ultimi anni, quando la salute iniziava a vacillare, non aveva mai smesso di seguire le scelte più delicate, offrendo il suo contributo come giudice esperto nella selezione dei personaggi, ruolo che richiede equilibrio, memoria storica e grande senso di responsabilità.
Negli ultimi mesi la malattia lo aveva costretto a un doloroso percorso tra terapie e speranze. Eppure, anche allora, continuava a interessarsi al futuro della festa, ai nomi, alle prospettive, con la stessa passione di sempre.
Oggi Ivrea perde un uomo che ha saputo tenere insieme tradizione e presente senza mai mettersi in primo piano. Uno di quelli che rendono grande una comunità restando nell’ombra. E solo quando se ne vanno ci si accorge quanto fossero, in realtà, indispensabili.
Fra.Ser.