Ivrea: omicidio Fatmir Ara, il pm ha chiesto la condanna all’ergastolo per Davide Osella Ghena

15/01/2025

Ivrea: omicidio Fatmir Ara, il pm ha chiesto la condanna all’ergastolo per Davide Osella Ghena

Il pubblico ministero Elena Parato della Procura di Ivrea ha chiesto la condanna all’ergastolo per Davide Osella Ghena, 30 anni, accusato dell’omicidio di Fatmir Ara, un impresario edile di origini albanesi di 45 anni, il cui corpo senza vita è stato trovato nelle campagne di San Carlo Canavese, lo scorso 3 settembre 2022. La richiesta di pena è stata formulata durante l’udienza del processo che vede l’imputato accusato di aver ucciso l’imprenditore, noto tra gli amici con il soprannome di «Miri».

Insieme a Osella Ghena, sono stati coinvolti anche la sorella Barbara Osella Ghena e l’amico Andrea Fagnoni, accusati di concorso nell’omicidio. Per loro, il pubblico ministero ha chiesto rispettivamente una condanna a 22 anni di carcere per la sorella e 13 anni per l’amico. La tesi accusatoria, ricostruita attraverso le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Venaria Reale, sostiene che il movente del delitto fosse legato a problemi economici tra la vittima e l’imputato, in particolare a questioni riguardanti dei debiti accumulati da Osella Ghena nei confronti di Ara.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’omicidio sarebbe stato scaturito da una lite legata ai ritardi nei lavori di costruzione di un agriturismo ad Alba, commissionati proprio da Osella Ghena a Fatmir Ara. Il 30enne, in particolare, avrebbe accusato l’impresario edile albanese di avergli causato gravi difficoltà economiche, aggravando la situazione con il prolungamento delle opere. Un conflitto che, secondo l’accusa, sarebbe degenerato in violenza, culminando con l’assassinio dell’imprenditore.

Il cadavere di Ara è stato rinvenuto il 3 settembre 2022 in una zona isolata di San Carlo Canavese. Tre giorni dopo, il 6 settembre, Osella Ghena, la sorella Barbara e Fagnoni sono stati arrestati dai carabinieri, con l’accusa di omicidio premeditato in concorso. La procura ha contestato il fatto che l’omicidio sia stato commesso con crudeltà, e con la volontà di eliminare la vittima per risolvere i problemi legati ai debiti e agli affari interrotti.

L’omicidio di Fatmir Ara ha suscitato grande emozione e sconcerto nella comunità locale, dove l’imprenditore era ben conosciuto e stimato, anche per il suo impegno nel settore edilizio. La sua morte violenta ha gettato una luce inquietante sui rapporti interpersonali tra le persone coinvolte, che sembrano essere sfociate in un dramma di portata ben oltre quello che inizialmente poteva sembrare un semplice litigio economico.

La sentenza è attesa per il 5 febbraio 2025, data in cui il tribunale di Ivrea dovrà esprimersi sul caso, dopo le richieste del pubblico ministero e le difese degli imputati. Il processo continua a tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica, non solo per la gravità del fatto, ma anche per le implicazioni morali e sociali che un simile crimine solleva.

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