
Ivrea, Konecta chiude, monta la protesta: lavoratori in piazza davanti al palazzo della Regione Piemonte
Nella mattinata di oggi, martedì 13 gennaio, davanti al grattacielo della Regione Piemonte, si è svolto il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori Konecta, promosso dalle segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. Una mobilitazione partecipata, nata per chiedere un intervento immediato delle istituzioni dopo l’annuncio, arrivato a metà dicembre, della chiusura delle sedi di Ivrea e Asti.
La decisione dell’azienda prevede l’accorpamento delle attività sul polo di Torino, con il coinvolgimento di circa 1.100 dipendenti. Una scelta che, secondo i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori, rischia di avere un impatto pesante non solo sulle persone direttamente interessate, ma anche su territori già provati da anni di progressivo impoverimento industriale.
Definire l’operazione come una semplice riorganizzazione aziendale appare, per molti, riduttivo. In un contesto caratterizzato da stipendi contenuti, ampia diffusione del part-time e carichi familiari significativi, l’obbligo di un pendolarismo quotidiano verso Torino potrebbe trasformarsi, nei fatti, in una spinta indiretta alle dimissioni. Un meccanismo che, denunciano i sindacati, rischia di configurare licenziamenti mascherati, senza che l’azienda si assuma apertamente la responsabilità delle ricadute occupazionali.
Dal presidio è arrivata una richiesta chiara alla Giunta regionale, guidata dal presidente Alberto Cirio: assumere una presa di posizione netta nei confronti della proprietà e aprire un confronto concreto sul piano industriale. L’obiettivo è individuare soluzioni alternative all’accorpamento, in grado di garantire una reale continuità occupazionale e di salvaguardare il tessuto economico e sociale dei territori coinvolti.
«Non si può scaricare il costo delle riorganizzazioni sui lavoratori e sulle comunità locali», è il messaggio che ha attraversato la manifestazione. Perché, come sottolineano le organizzazioni sindacali, in gioco non c’è soltanto la chiusura di alcune sedi, ma un pezzo del futuro occupazionale del Piemonte. Una vertenza che assume così un valore simbolico più ampio, ponendo al centro il tema della responsabilità sociale delle imprese e del ruolo delle istituzioni nella tutela del lavoro.
f.s.