Ivrea celebra la nascita della “Perottina”, il primo personal computer prodotto dall’Olivetti

01/11/2015

Il personal computer festeggia i suoi primi cinquant’anni di vita e deve la sua nascita all’Olivetti, la storica azienda eporediese nota in tutto il mondo per la produzione di macchine per scrivere che sono diventate il simbolo della tecnologia e dell’eccellenza made in Canavese.

Il primo personal computer si chiamava “Programma 101” e fu soprannominato “Perottina”. Prodotto dall’Olivetti negli anni Sessanta festeggia il mezzo secolo di vita. Un traguardo importante, simbolo del geniale intuito di Adriano Olivetti che intravvide nel progetto degli ingegneri Pier Giorgio Perotto, Giovanni De Sandre e Gastone Garziera, il futuro della tecnologia informatica. Una vera rivoluzione che mise allora in luce l’altra professionalità e l’eccellenza dell’elettronica made in Canavese.

In questo i guru dell’informatica Steve Jobs e Bill Gates non c’entrano nulla. Anzi, l’avvento del primo pc personale, nel quale Adriano Olivetti credette molto e nella produzione del quale investì, indebitandosi, notevole somme di denaro, infastidì non poco gli americani e le aziende statunitensi come la Ibm e la Hewelett Packard. Il marchio Olivetti era indissolubilmente legato al cammino imprenditoriale di Camillo Olivetti e di Adriano Dopo, il vero innovatore, il canavesano dalle larghe vedute riformiste. La P101 era in sostanza il primo calcolatore digitale e programmabile. Un prodotto di largo consumo che era in grado di soddisfare le necessità operative del più alto numero di persone possibile.

Un’intuizione profetica che è stata poi estesa agli smartphone e ai tablet. La P101 si rivelò immediatamente un successo, esattamente com’era avvenuto con la lettera 22, tanto che fu prodotta anche negli Stati uniti, tramite la controllata Underwood. E non è tutto: sull’onda del consenso l’Olivetti aprì una succursale nel cuore a Cupertino, nel cuore che sarebbe divenuta la mitica Silicon Valley. Lo scopo era quello di poter vincere gli appalti per le forniture destinate agli uffici federali, governativi e dell’esercito Usa. Cinquant’anni più tardi le cose sono cambiate radicalmente. Con il misterioso attacco cardiaco che stroncò Adriano Olivetti mentre in treno si stava recando in Svizzera. L’Olivetti in pratica non esiste più.

Mezzo secolo dopo la città intende celebrare l’impresa tecnologica che ha cambiato la comunicazione e il mondo. In programma tutta una serie di iniziative: la Fondazione Cappellaro, ad esempio, dedicata all’evento alcune giornate e con l’allestimento di una grande mostra sul lavoro che sarà esposte nelle principali vetrine del centro storico cittadino e che avrà il punto terminale nelle capaci sale del museo Tecnologic@mente di Ivrea. Coinvolte anche le scuole: Mario Congiu, Riccardo Cecchetti e Marco Peroni daranno vita a lezioni-incontro con gli studenti. Il 27 novembre al Teatro Giacosa andrà in scena uno spettacolo “Direction Home” che narra la vita di Adriano Olivetti a cura de “Le Voci del Tempo”.

Lo scorso 15 ottobre il presidente del Consiglio Matteo Renzi a incontrato a Roma i progettisti della celebre P101. Il premier, al termine dell’incontro, si è augurato che possa rivivere nel nostro Paese quel magnifico spirito di iniziativa che caratterizzò l’irripetibile avventura dell’Olivetti.

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