
Ivrea, addio a Giancarlo Quagliotti, storico dirigente della sinistra torinese: venerdì 20 l’ultimo saluto
L’eporediese e il mondo della politica torinese piangono la scomparsa di Giancarlo Quagliotti, storico esponente della sinistra italiana e padre di Luca, segretario provinciale della Cgil. Nato nel 1942 a Ivrea, aveva lavorato in Olivetti prima di intraprendere un lungo percorso politico nelle file del Partito Comunista Italiano, poi nel Pds e infine nel Partito Democratico.
Negli anni Settanta fu consigliere comunale a Torino per il Pci, ricoprendo successivamente anche i ruoli di assessore e capogruppo in Sala Rossa. È stato inoltre vicesegretario regionale del Pci e, con la nascita del Pd, vicepresidente regionale in Piemonte. Fino agli ultimi anni ha mantenuto un legame costante con Palazzo Civico come presidente onorario dell’Associazione Consiglieri Emeriti della Città di Torino.
Venerdì 20 febbraio la camera ardente sarà allestita nella Sala delle Colonne del Comune di Torino dalle 11 alle 14 per l’ultimo saluto. Alle 15.15 è prevista la cremazione al Cimitero Monumentale.
Numerosi i messaggi di cordoglio. Il gruppo Pd del Comune di Torino lo ricorda come «una figura che ha segnato la vita politica torinese con passione e dedizione», sottolineando la sua idea di politica come responsabilità, studio, ascolto e presenza concreta nella comunità. «La sua determinazione e la sua dignità di fronte alle difficoltà restano una lezione per chiunque voglia spendersi per il proprio territorio con serietà e passione».
Anche la Fondazione Istituto Piemontese Gramsci ne ha sottolineato il contributo culturale e storico: Quagliotti aveva partecipato a incontri pubblici dedicati alla storia del Pci torinese e delle Giunte rosse, contribuendo nel 2024 a un saggio su Adalberto Minucci. Alla Fondazione aveva destinato le sue carte e i suoi libri, affinché l’esperienza politica e sociale della sinistra italiana nel Novecento potesse diventare oggetto di studio per le nuove generazioni.
Dalla sezione torinese del Pd lo definiscono «protagonista della lunga stagione della Prima Repubblica», capace di portare nel nuovo partito «esperienza, memoria e senso delle istituzioni». Con la sua scomparsa, sottolineano, «se ne va una parte importante della storia politica riformista torinese», ma resta un’eredità fatta di confronto, pluralismo e rigore.
f.s.