Interdittiva antimafia per Cogefa: presunti contatti con la malavita organizzata. Le indagini

18/10/2024

Interdittiva antimafia per Cogefa: presunti contatti con la malavita organizzata. Le indagini

La Prefettura ha emesso un’interdittiva antimafia nei confronti di Cogefa, una delle principali imprese italiane impegnate nelle grandi opere infrastrutturali. L’azienda, coinvolta in importanti cantieri come quello dell’A32 Torino-Bardonecchia, è stata esclusa dalla “white list” delle imprese libere da sospetti di collusione con la criminalità organizzata, a seguito di un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Torino per presunte infiltrazioni mafiose.

Secondo quanto riportato da La Stampa e ripreso dalla redazione di Rainews24, alla base del provvedimento interdittivo vi sono legami sospetti tra la famiglia Fantini, che controlla Cogefa, e l’imprenditore Gian Carlo Bellavia, attualmente agli arresti domiciliari per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione “Echidna”. Gli inquirenti stanno esaminando anche i rapporti tra quattro società riconducibili alla famiglia Fantini e alcune imprese già attenzionate dalla Prefettura. Nel 2019, Cogefa avrebbe effettuato lavori per un importo di 450mila euro con queste società.

L’interdittiva potrebbe compromettere i cantieri di cui l’azienda è responsabile, inclusi quelli al Colle di Tenda e i lavori complementari alla linea Tav Torino-Lione. Tuttavia, non vi è un automatismo nella sospensione delle attività: sarà il committente dei lavori a decidere sul futuro dei progetti in corso, come nel caso del Tenda bis, dove sarà l’Anas a valutare i prossimi passi. È probabile che si attenda il pronunciamento del Tar sulla sospensiva del provvedimento, che potrebbe arrivare nei prossimi giorni.

Cogefa, che impiega circa 400 dipendenti diretti e conta su un indotto di 1.200 persone, ha già annunciato di voler impugnare l’interdittiva al Tar. In una nota, l’azienda ha sottolineato come la misura si basi su “contatti occasionali” con imprese soggette a provvedimenti antimafia, risalenti a un periodo in cui queste aziende risultavano regolarmente iscritte nelle white list delle Prefetture. Cogefa ha ribadito il proprio impegno per la trasparenza e ha dichiarato di voler difendere con fermezza la propria reputazione e la continuità delle sue attività.

L’impatto dell’interdittiva sul futuro dei cantieri e sui tempi di completamento delle opere, in particolare del Tenda bis, rimane incerto. È probabile che si verifichino ulteriori ritardi, con possibili rinvii della data ufficiale di fine lavori, inizialmente prevista per il 25 novembre.

L’intervento delle autorità fa parte di un più ampio sforzo per prevenire infiltrazioni mafiose nelle grandi opere pubbliche, ma la vicenda di Cogefa solleva interrogativi importanti sull’impatto che queste misure possono avere sull’operato delle aziende e sulle ripercussioni per i lavoratori coinvolti.

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