
GROSSO – Addio a Diego Maria Gugliermetto. Morto a 63 anni il designer che dal Canavese portò Gufram nel mondo
Dalle radici nel Canavese alle sale dei più importanti musei internazionali, fino al MoMA di New York. È morto all’età di 63 anni Diego Maria Gugliermetto, designer, artigiano e imprenditore originario di Grosso, esponente di una famiglia che ha contribuito a scrivere una delle pagine più originali e anticonformiste del design italiano. Le fonti che hanno dato notizia della scomparsa non hanno indicato il luogo del decesso.
Il suo nome è legato indissolubilmente alla storia di Gufram, acronimo di Gugliermetto Fratelli Arredamenti Moderni, realtà nata dall’esperienza artigianale della famiglia a Grosso e diventata nel tempo uno dei simboli della stagione più innovativa del design radicale italiano. Una storia nella quale mobili e complementi d’arredo smisero di essere soltanto oggetti funzionali per trasformarsi in provocazioni, sculture e manifesti di un nuovo modo di pensare gli spazi.
Da quell’esperienza sono nate icone entrate nella storia del design: il celebre Bocca, il divano a forma di labbra progettato dallo Studio65 nel 1970, il Cactus di Guido Drocco e Franco Mello, il monumentale Pratone di Giorgio Ceretti, Pietro Derossi e Riccardo Rosso e i Sassi di Piero Gilardi. Oggetti diventati simboli della Pop Art e del Radical Design italiano e approdati nelle collezioni e nelle esposizioni internazionali.
Gugliermetto si era formato al Politecnico di Torino e aveva proseguito quella ricerca basata sull’utilizzo di materiali allora innovativi, a partire dal poliuretano espanso, continuando a sperimentare forme, dimensioni e linguaggi lontani dalle convenzioni dell’arredamento tradizionale.
Quella vena creativa, ironica e volutamente dissacrante era proseguita successivamente con G-Experience, nei laboratori di Balangero. Qui Gugliermetto aveva continuato a trasformare gli oggetti della quotidianità in arredi fuori scala: tavolette di cioccolato diventate divani, enormi tappi trasformati in sedute e altre creazioni nelle quali artigianato, immaginazione e cultura pop si incontravano.
La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio anche nelle istituzioni piemontesi. Il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e Artigianato Andrea Tronzano hanno ricordato Gugliermetto come protagonista di una stagione fondamentale della storia industriale regionale, capace di coniugare manifattura, ricerca, arte e innovazione e di contribuire alla diffusione internazionale del design piemontese.
La sua è stata una storia partita da un piccolo paese del Canavese e arrivata molto lontano. Un percorso che ha accompagnato l’affermazione di un modo nuovo di concepire il design, nel quale anche un prato, un cactus o un paio di labbra potevano trasformarsi in oggetti destinati a diventare icone.
L’ultimo saluto a Diego Maria Gugliermetto è previsto domani, giovedì 1° ottobre, alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di Grosso, il paese da cui aveva preso le mosse una straordinaria avventura familiare e creativa capace di portare un pezzo di Canavese nel mondo.