
Economia, le imprese canavesane resistono nonostante le tensioni globali: crescono i costi, cala la redditività
Il sistema economico del Canavese mostra segnali di tenuta nel secondo trimestre 2026, ma resta sotto pressione a causa delle tensioni internazionali e dell’aumento dei costi. È quanto emerge dall’Indagine Congiunturale Trimestrale sulle imprese del territorio.
Il periodo aprile-giugno evidenzia un quadro complessivamente stabile, ma condizionato dal nuovo scenario geopolitico in Medio Oriente e dal conseguente aumento dei prezzi energetici e delle materie prime. Le imprese continuano a produrre, ma iniziano a registrarsi rallentamenti negli ordini e una contrazione della redditività.
I dati degli indici Sop (Saldi Ottimisti-Pessimisti) mostrano segnali contrastanti: la produzione torna in territorio positivo (+3,3), mentre gli ordini totali scendono leggermente (-1,1). Più critici i dati su export (-7,8) e redditività (-12,1), che riflettono l’impatto delle tensioni internazionali e dell’aumento dei costi.
Sul fronte occupazionale si registra una sostanziale stabilità (saldo pari a 0), mentre migliora il ricorso alla cassa integrazione, che interessa il 15,6% delle aziende. L’industria mostra aspettative di nuove assunzioni (+3,2), mentre il comparto dei servizi evidenzia un rallentamento (-6,9).
Proprio i servizi continuano a performare meglio dell’industria, con indicatori generalmente positivi, mentre nel settore produttivo prevale il segno negativo. Resta però il dato critico dell’export, in calo trasversale.
Sul fronte degli investimenti si registra un cambio di tendenza: crescono quelli significativi (29,2% delle imprese), anche grazie agli incentivi governativi 2026, mentre diminuiscono quelli marginali (46,1%).
Elemento di forte criticità è l’aumento dei costi: il 89,3% delle imprese segnala rincari energetici, il 73,6% sulle materie prime e il 77,9% su logistica e trasporti. Una dinamica che incide direttamente sui margini.
La liquidità resta nel complesso sotto controllo, ma il 25,8% delle aziende segnala ritardi nei pagamenti, soprattutto nei servizi. Il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 76,3%, con punte più alte proprio nel terziario (83,8%).
Nel complesso emerge un sistema economico resiliente, ma alle prese con margini ridotti e domanda incerta. «I dati confermano una sostanziale stabilità del sistema produttivo del Canavese, nonostante l’aumentata complessità del contesto internazionale», commenta Paolo Conta.
«I segnali positivi arrivano dall’occupazione e dalla capacità produttiva, con una riduzione della cassa integrazione e buone prospettive di investimento. Le criticità restano però sulla redditività, penalizzata dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime», aggiunge Conta, sottolineando la necessità di «rafforzare la sicurezza energetica e sostenere innovazione e competitività».