Fare ordine tra informazioni spesso confuse e indicare una direzione politica chiara per il futuro. È questo l’obiettivo dell’intervento del circolo di Sinistra Italiana/Sinistra Ecologista di Chivasso sul tema del dormitorio comunale, tornato al centro del dibattito cittadino nelle ultime settimane.
Il servizio di accoglienza notturna era stato avviato nel 2016 su impulso dell’ASL TO4, in un momento in cui alcune persone senza dimora cercavano riparo notturno nel pronto soccorso dell’ospedale di Chivasso. «Fu una scelta di responsabilità – ricorda Frediano Dutto, segretario del circolo – per tutelare sia le persone più fragili sia il sistema sanitario». L’accordo coinvolgeva ASL, Comune e CISS, che mise a disposizione i locali di via Nino Costa. I costi, pari a circa 75 mila euro l’anno, venivano sostenuti equamente da ASL e Comune.
Nel 2021, però, l’ASL rescisse unilateralmente l’accordo. Da allora la gestione è rimasta interamente a carico del Comune. «Si è tentato di coinvolgere il CISS – spiega Dutto – ma gli altri Comuni non hanno ritenuto prioritario sostenere economicamente il servizio».
Secondo Sinistra Italiana, il bilancio di questi anni è stato contraddittorio. Il dormitorio, riservato a uomini residenti a Chivasso e regolato da criteri rigidi, ha accolto poche persone e senza un vero percorso di accompagnamento. «È mancata una rete di bassa soglia – sottolinea Dutto – capace di costruire alternative reali. Così il servizio ha finito per essere solo un riparo notturno, senza prospettive di autonomia».
Alla fine del 2024 il sindaco ha deciso di avviare la chiusura del dormitorio, con l’intenzione di progettare soluzioni diverse insieme al terzo settore. Una scelta che Sinistra Italiana non ha condiviso, soprattutto per la tempistica. «Chiudere in inverno è sempre una scelta delicata – osserva Dutto – per questo abbiamo chiesto e ottenuto una proroga fino all’estate 2025».
Nel frattempo, il CISS ha annunciato la necessità di rientrare in possesso dei locali nel 2026 per lavori di ristrutturazione. I tentativi di individuare alternative strutturate non hanno però prodotto risultati concreti. Un bilocale comunale ristrutturato in centro città, pensato anche per l’emergenza freddo, è stato poi utilizzato – «giustamente», precisa Sinistra Italiana – per accogliere una famiglia con minori rimasta senza casa dopo un incendio.
Si è arrivati così a fine dicembre con una soluzione temporanea per gli ultimi ospiti del dormitorio. «È una risposta necessaria, ma non risolutiva: bene, ma non benissimo», commenta Dutto. Da qui la richiesta politica: «Serve subito una rete solidale stabile con le associazioni del territorio. La marginalità non si affronta con interventi episodici, ma con una cornice condivisa e responsabilità diffuse».
In un contesto segnato da crisi economiche, tagli ai Comuni e nuove fragilità sociali, Sinistra Italiana chiede un cambio di passo. «Nei prossimi mesi – conclude Dutto – vigileremo affinché si costruisca davvero un modello più efficace e umano, evitando gli errori di metodo e di tempistica del recente passato».
fr.se.
