
Disservizi sulla linea ferroviaria Pinerolo–Chivasso, Ravinale incalza la Regione: “Gabusi cosa inventerà stavolta?”
L’anno si è aperto nel peggiore dei modi per i pendolari della linea ferroviaria Pinerolo–Torino–Chivasso, che continuano a fare i conti con cancellazioni, ritardi e disservizi ormai diventati una costante. Una situazione che ricalca fedelmente quella della fine del 2025 e che ha spinto Alleanza Verdi Sinistra a tornare all’attacco in Consiglio regionale con una nuova interrogazione alla Giunta.
A intervenire è la consigliera Francesca Ravinale, che non nasconde l’amarezza: «Anno nuovo, disservizi di sempre. A novembre, quando avevamo sollevato il problema con un question time, la Giunta Cirio aveva scelto la linea del “chiodo di Salvini”, attribuendo tutto agli scioperi. Ci avevano però assicurato che da quel mese il servizio sarebbe tornato regolare. Nulla di tutto questo è accaduto».
Negli ultimi giorni i problemi si sono moltiplicati. Quasi dieci treni cancellati all’ultimo minuto in appena tre giorni, ritardi sistematici e tempi di percorrenza in alcuni casi quasi triplicati. Emblematico l’episodio del treno delle 17.30 da Torino Lingotto a Pinerolo, che due giorni fa ha impiegato un tempo nettamente superiore al previsto. A peggiorare il quadro, secondo AVS, resta anche la comunicazione ai passeggeri, giudicata del tutto insufficiente nonostante le segnalazioni reiterate al gestore del servizio.
Eppure la linea SFM2 Pinerolo–Torino–Chivasso rappresenta uno degli assi principali del Servizio Ferroviario Metropolitano torinese, utilizzato quotidianamente da migliaia di pendolari, studenti e lavoratori. La scorsa estate il servizio era stato sospeso per interventi di manutenzione da 25 milioni di euro, che avrebbero dovuto migliorare sensibilmente l’affidabilità della tratta. A distanza di mesi, però, i benefici promessi non si vedono. Nuovi lavori sono previsti per la fine della primavera 2026, ma intanto la linea continua a rivelarsi fragile e poco affidabile.
Secondo Ravinale, il problema va oltre la semplice manutenzione: «Gli impegni assunti dalla Giunta a novembre, anche nell’incontro con i sindaci dei Comuni interessati, non possono restare promesse al vento. Qui ci sono criticità organizzative e di esercizio che richiedono serietà e responsabilità, anche da parte di RFI e Trenitalia».
Da qui la decisione di presentare una nuova interrogazione, per chiedere interventi concreti e non l’ennesima spiegazione di comodo. «Confido – conclude la consigliera – che questa volta non ci si inventi una nuova scusa. Serve affrontare davvero questo problema endemico del trasporto ferroviario piemontese, perché a pagare il prezzo dei disservizi sono sempre le stesse persone: migliaia di cittadini che ogni giorno dipendono dal treno per studiare e lavorare».
fr.se.