Cuorgnè, si ammala di Parkinson e la ditta lo licenzia perchè ritenuto inabile al lavoro

05/04/2017

L’incredibile storia di cui è protagonista nell’arco di poche ore ha fatto il giro dei quotidiani nazionali e dei social: Franco Minutiello a 59 anni, residente a Cuorgnè, dopo essere stato colpito dal morbo di Parkinson, ha ricevuto la lettera di licenziamento da parte della società di Piossasco presso la quale lavorava.

Una vicenda umana toccante caratterizzata dalla progressione di una malattia inesorabile e le cure che comporta e l’impossibilità della società di proseguire con il rapporto di lavoro. Franco Minutiello è un dipendente della Teknoservice, la società di Piossasco che ha appaltato il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per i comuni che facevano parte dell’ex consorzio Asa. Le disavventure di Franco Minutiello, autista di uno dei camion che eseguono la raccolta, hanno inizio nell’ottobre del 2014 quando si accorge di essere colpito da tremori progressivi. Subito non ci fa caso ma il mese seguente decide di sottoporsi a esami specifici. Il responso è terribile: i tremori alle mani sono da attribuirsi all’insorgenza del morbo di Parkinson e da allora inizia il calvario di Franco caratterizzato da tante visite e da esami di laboratorio che comportano numerose assenze dal lavoro.

Quando la malattia in qualche modo si stabilizza, il dipendente propone all’azienda un reinserimento con l’applicazione della legge 104 con un contratto part-time di sei ore (due ore pagate dall’Inps e quattro dall’azienda). La Teknoservice richiede la perizia del medico aziendale il quale sentenzia che Franco Minutiello è inabile al lavoro. La società decide quindi di procedere con la procedura di licenziamento. La malasorte non ha limiti: all’uomo non è stata assegnata una disabilità al 100% ma sta di fatto che non riesce a svolgere le mansioni previste dal contratto di lavoro. A Franco Minutiello manca poco più di un anno per la pensione proprio a causa della sua disabilità, ma l’uomo non potrebbe vivere con un assegno di 500 auro al mese e chiede di poter lavorare considerando ingiusto il licenziamento del quale è stato oggetto.

La Teknoservice dal canto suo non tarda a rispondere. Alberto Garbarini, il direttore dell’azienda fa sapere che sono trenta le persone dipendenti della società con disabilità e, allo stato attuale della cose non ci sono mansioni da poter assegnare a un altro disabile. Tra l’altro pare che l’uomo non si sia presentato alle due udienze di conciliazione: un maggior dialogo tra lavoratore (rappresentato da un legale di fiducia) e l’azienda avrebbe potuto forse fare in modo che questa drammatica vicenda avesse un finale diverso.

Minutiello tramite il suo legale fa sapere che in coincidenza con le udienze si conciliazione stava effettuando esami clinici più che dimostrabili. La vicenda adesso approderà in tribunale perché l’uomo rivendica il proprio diritto a lavorare per poter condurre una vita almeno dignitosa.

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