
Cuorgnè, l’Uni3 celebra Fiorella Mannoia: “Quello che le donne dicono” diventa un viaggio tra musica e libertà
Mercoledì 15 ottobre, nella Sala Conferenze Trinità di Cuorgnè, l’Unitre ha dedicato un incontro alla vita e alla carriera di Fiorella Mannoia, una delle voci più amate e autorevoli della musica italiana.
L’appuntamento, intitolato “Quello che le donne dicono” – con un titolo che omette volutamente il “non” della celebre canzone – è stato condotto dal docente Luigi Perona, con la partecipazione di Catia Sale, per sottolineare l’aspetto attivo e impegnato di un’artista che non tace, ma parla, prende posizione e trasmette messaggi profondi, sia come interprete sia come donna.
La conferenza ha ripercorso il lungo cammino umano e artistico della Mannoia: dagli esordi come stuntwoman a Cinecittà, ereditando il mestiere del padre, fino alla scoperta della musica come vera vocazione.
Dalle prime esperienze discografiche negli anni Settanta alla svolta del 1980 con “Pescatore” insieme a Pierangelo Bertoli, e poi al debutto sanremese con “Caffè nero bollente”, il racconto ha mostrato come Fiorella abbia costruito passo dopo passo la sua identità artistica e civile.
Il 1984, con “Come si cambia”, segna la maturità musicale, mentre “Quello che le donne non dicono” (1987), scritta da Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone, diventa la canzone simbolo della sua carriera e un inno alla libertà femminile.
Negli anni, Fiorella ha saputo trasformare la sua voce in strumento di impegno civile, organizzando eventi come “Amiche in Arena” a sostegno dell’associazione D.i.Re. – Donne in Rete contro la violenza, e promuovendo il progetto “Una. Nessuna. Centomila.”, con decine di artiste unite contro la violenza di genere.
Nel corso dell’incontro, sono stati ricordati anche i sodalizi artistici con Ivano Fossati, Massimo Bubola e Chico Buarque, e il profondo legame con la canzone d’autore italiana.
La Mannoia, che negli anni Duemila ha continuato a reinventarsi con album come “Sud” e brani come “In viaggio”, è stata raccontata come una figura capace di unire poesia, coerenza e partecipazione, trasformando ogni canzone in un atto di libertà e ogni concerto in un dialogo con il pubblico.
A chiudere la serata, una sorpresa musicale curata da Catia Sale, dedicata proprio alla Mannoia, ha emozionato i presenti e reso omaggio a un’artista che continua a ispirare generazioni con la sua voce, la sua verità e la sua umanità.