
Ciriè, rincaro della mensa scolastica: tariffe fino a 6 euro a pasto. Sconti per le famiglie numerose
L’anno scolastico 2025-2026 si apre all’insegna del “caro mensa”. L’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Loredana Devietti ha approvato un adeguamento delle tariffe del servizio di refezione scolastica, che vede il costo base salire da 5,50 a 5,97 euro a pasto, sfiorando così i 6 euro. Un rincaro di quasi 50 centesimi che grava direttamente sulle famiglie, in un contesto già segnato dalle difficoltà economiche post-pandemia.
Le ragioni del rincaro
Il Comune ha spiegato che l’aumento è stato necessario per garantire la continuità del servizio, dal momento che la società che gestisce la refezione, la Camst, aveva inizialmente manifestato l’intenzione di non proseguire l’appalto. L’adeguamento applicato corrisponde a circa la metà della rivalutazione prevista dagli indici Istat, scelta che punta a coprire solo una parte dei costi reali, riducendo al minimo l’impatto sulle famiglie. Le fasce Isee non sono state modificate.
Le agevolazioni per i nuclei con più figli
Accanto al rincaro, sono state introdotte nuove misure a sostegno delle famiglie numerose. La riduzione per il secondo figlio passa dal 20% al 30%, per il terzo dal 40% al 60%, mentre dal quarto in poi la mensa sarà gratuita. È confermata anche l’esenzione totale per i casi seguiti dal Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio-Assistenziali.
Confronto con lo scorso anno
Gli aumenti toccano tutte le fasce Isee: da 5,23 a 5,67 euro per chi rientra fra gli 11.000 e i 14.000 euro, da 4,68 a 5,07 euro per chi ha un Isee compreso fra 8.000 e 11.000, da 4,13 a 4,48 per la fascia 6.000-8.000, e così via fino ai nuclei con Isee inferiore a 1.500 euro, che pagheranno 1,19 anziché 1,10 euro. Per i non residenti il costo sale a 6,27 euro.
Docenti, confermata la gratuità
Resta la fornitura gratuita del pasto agli insegnanti statali di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, limitatamente a un docente per sezione che pranza con gli alunni. Per i giorni non coperti da questo diritto, i docenti potranno comunque usufruire del servizio al costo intero di 5,97 euro.