
Chivasso, «Il tuo sorriso era un dono»: il dolore dell’Arma per la morte dell’Appuntato Antonio Del Vecchio
«Ciao Antonio, il tuo sorriso era un dono, il tuo silenzio il nostro rimpianto». Si apre con parole cariche di commozione la nota diffusa dall’Unione Sindacale Italiana Carabinieri – Segreteria Regionale Piemonte e Valle d’Aosta –, firmata dal segretario generale Leonardo Silvestri dopo la tragica scomparsa di Antonio Del Vecchio, 45 anni, conosciuto da tutti come “Antonello”, l’Appuntato Scelto dell’Arma trovato senza vita giovedì nei pressi del cimitero di Chivasso.
IL COMMOSSO E DOLOROSO RICORDO DEI COLLEGHI
“Esiste una sofferenza silenziosa che sa nascondersi dietro i sorrisi più luminosi, dietro la divisa di chi appare “forte”, dietro la presenza costante di chi c’è sempre per gli altri. La tragedia che oggi ci colpisce ci ricorda, con una durezza insostenibile, che la prevenzione non può essere solo un concetto astratto: deve farsi presenza concreta, ascolto attento e, soprattutto, cultura della fragilità.
Dobbiamo avere la forza di dirlo: chiedere aiuto non è un segno di cedimento, ma un atto di estremo
coraggio.
Parlare di quanto accaduto ieri è doloroso perché ci tocca nel vivo della nostra quotidianità. La comunità di Chivasso perde un punto di riferimento, un Carabiniere che ha servito con dedizione e amore. Ma noi, prima di tutto, perdiamo Antonio. Antonio era l’esatto opposto dell’ombra: era un “amicone” nel senso più puro del termine. Era la battuta pronta che svoltava la giornata, il caffè cercato per condividere un pensiero, la sicurezza di un collega con cui sapevi di poter pattugliare le strade contando su professionalità e umanità. Antonio c’era per i cittadini e c’era per noi. Il fatto che non avesse mai lasciato trasparire il peso che portava nel cuore rende tutto ancora più difficile da accettare.
Non vogliamo fare retorica, né fingere che “vada tutto bene”. Non va bene. Indossare questa divisa non è un mestiere comune: è una scelta che assorbe la vita, che non si sveste mai e che spesso erode il confine tra il servizio e gli affetti più cari. Lo stress, il senso di isolamento e il peso delle responsabilità sono ombre reali che gravano su ogni Carabiniere.
Al nostro Comandante Generale chiediamo con forza di non smettere di investire nel benessere psicologico e nel sostegno concreto. Proteggere l’uomo che indossa la divisa è il primo passo per onorare il servizio che rendiamo al Paese. La tutela della persona non è un optional, è il cuore stesso della nostra missione.
Come Segreteria Regionale USIC Piemonte e Valle d’Aosta, ci stringiamo in un abbraccio silenzioso e commosso alla famiglia di Antonio. Oggi ci sentiamo sconfitti, ma anche determinati a far sì che il suo ricordo si trasformi in impegno. Antonio, ti abbiamo voluto bene e te ne vorremo sempre. Che la terra ti sia lieve”.