
Chivasso, il Festival Internazionale festeggia dieci anni: la rassegna ha aperto, con successo, nel segno di Luigi Pirandello
Dieci anni di teatro, cultura, emozioni e incontri tra artisti provenienti da ogni parte del mondo. Il Festival-Concorso Teatrale Internazionale “Città di Chivasso” ha inaugurato sabato 17 ottobre, alle 21, al Teatrino Civico, la sua decima edizione, davanti a una sala gremitissima, confermandosi una delle manifestazioni di riferimento del panorama teatrale nazionale, annoverata tra i primi tre concorsi italiani del settore.
Un traguardo significativo per una rassegna che, nata nel 2017, ha saputo crescere progressivamente, conquistando prestigio e attenzione anche oltre i confini nazionali. Organizzato dall’Officina Culturale APS in coprogettazione con la Città di Chivasso, il Festival ha raccolto quest’anno 62 candidature di compagnie teatrali e 71 opere sottoposte alla selezione, dalle quali sono stati scelti i sei spettacoli del cartellone.
Prima dell’apertura del sipario, spazio al significato culturale e umano di una manifestazione che rappresenta ormai un patrimonio per la città. Un messaggio che può essere sintetizzato nelle parole dell’assessore comunale alla Cultura, Gianluca Vitale: «Dieci anni di teatro significano dieci anni di emozioni condivise, di storie che ci hanno fatto sorridere, riflettere e qualche volta commuovere. Il teatro possiede una forza straordinaria: ci permette di riconoscerci nelle vite degli altri, di abbattere le distanze e di riscoprire ciò che ci rende profondamente umani. Questo Festival è diventato un ponte tra generazioni, culture e sensibilità differenti. Ogni volta che si apre un sipario, si apre anche una finestra sulla nostra coscienza. Ed è proprio questa la bellezza del teatro: ricordarci che nessuno è davvero estraneo alla storia di un altro. Chivasso può essere orgogliosa di aver custodito e fatto crescere, per dieci anni, un’esperienza culturale di così grande valore».
Ad aprire ufficialmente il concorso è stata la compagnia Nuovo Piccolo Teatro di Agrigento APS, protagonista del primo spettacolo in gara con Uno strappo nel cielo di carta, scritto e diretto da Salvatore Nocera Bracco. Un’opera profondamente ispirata all’universo di Luigi Pirandello, nella quale il confine tra vita e rappresentazione teatrale si fa incerto, mentre identità, verità e finzione si intrecciano in un continuo gioco di rimandi. Attraverso la figura di un cameriere-attore e l’incontro con personaggi dell’immaginario pirandelliano, lo spettacolo restituisce voce a figure solitamente confinate ai margini della narrazione.
La Donna de L’uomo dal fiore in bocca, Calòiru Pìspisa, Lora e Adriano Meis diventano così protagonisti di una riflessione sul diritto di ciascuno a essere autore della propria esistenza, oltre le maschere e i ruoli imposti dalla società.
Ironia, tensione tragicomica, musiche originali e suggestioni sceniche accompagnano una ricerca teatrale che, pur mantenendo saldo il legame con la tradizione pirandelliana, ne rinnova il linguaggio attraverso una sensibilità contemporanea.
A portare in scena questo lavoro è una compagnia che custodisce una lunga e prestigiosa tradizione artistica. Il Nuovo Piccolo Teatro di Agrigento promuove infatti il patrimonio culturale siciliano e l’opera di Pirandello, affiancando artisti di consolidata esperienza a giovani interpreti. Tra le sue iniziative figurano la storica Settimana Pirandelliana e il Premio Pippo Montalbano.
L’inaugurazione della decima edizione segna dunque un nuovo capitolo nella storia di una manifestazione che ha fatto di Chivasso un luogo di incontro tra esperienze artistiche, linguaggi e tradizioni differenti. Dieci anni dopo il primo sipario, il Festival continua a ricordare che il teatro non è soltanto spettacolo: è uno straordinario strumento per raccontare l’umanità, le sue contraddizioni e il suo inesauribile bisogno di riconoscersi.