Castellamonte: mano bionica a un operaio infortunato sul lavoro. Salvatore torna alla vita

10/07/2021

Salvatore Arena è un quarantatreenne di Castellamonte che da circa diciotto anni lavora nella stessa azienda, nel canavese. La sua vita, qualche anno fa, era completamente diversa e anche la sua mansione in azienda lo era: “Facevo l’operaio e lavoravo alla pressa. Purtroppo, nel gennaio del 2016, a causa di un incidente sul lavoro, la mia mano sinistra è rimasta schiacciata” – racconta Salvatore – “Immediatamente dopo l’accaduto sono stato portato in elicottero al Ctodi Torino, dove sono stato operato e ho subito l’amputazione dell’arto. Quando mi sono ristabilito definitivamente sono tornato in azienda, ma naturalmente la mia mansione è cambiata”.

Dopo l’incidente Salvatore decide di utilizzare una protesi cinematica e poi una mioelettrica: “Ho seguito il protocollo indicato in queste situazioni. Inizialmente non vedevo l’ora di usare la protesi, ma poi ho avuto una sorta di rigetto. Non la volevo più. Inoltre, nel periodo post-operatorio ho affrontato una crisi dovuta a tutto quello che era accaduto, ma mese dopo mese e grazie all’aiuto di mia moglie ne sono uscito”.

Dopo aver letto la storia di Marco Bucci, nel 2020 Salvatore si rivolge all’Officina Ortopedica Maria Adelaide di Torino – una delle poche realtà accreditate in Italia per l’applicazione degli arti bionici – e decide che è arrivato il momento di un altro cambiamento nella sua vita: una protesi innovativa in grado di agevolare ulteriormente la sua quotidianità.

Nello specifico, i tecnici dell’Officina scelgono di applicare al paziente una protesi BeBionic col controllo di nuova generazione Myo Plus: questo sistema permette di utilizzare la protesi in modo intuitivo e del tutto naturale. La transizione tra i singoli movimenti dell’arto bionico è fluida e non richiede una commutazione manuale. L’attivazione dei muscoli dell’avambraccio viene definita come uno schema di movimento assegnato a un determinato movimento della mano. Myo Plus impara così a interpretare questi schemi di movimento individuali dell’utente e li assegna a un movimento specifico della protesi, replicando ciò che il paziente pensa.

Il paziente, scaricando e installando l’applicazione sul suo cellulare, può collegarsi autonomamente alla protesi. Un semplice percorso guidato permette di visualizzare gli schemi di movimento e di intervenire direttamente sulla configurazione del sistema. Questo sistema protesico, applicato dall’azienda torinese, rappresenta una prima volta in Piemonte.

L’Inail ha contribuito a pagare interamente la protesi applicata da Officina Ortopedica Maria Adelaide, per un costo totale di circa 50.000 euro: “Adesso dovrò seguire un periodo di addestramento, così da poter usare queste ‘nuova’ mano e sfruttarla al massimo -continua Salvatore -. Grazie alla nuova protesi da qualche giorno si è risvegliata in me la voglia di affrontare una nuova sfida, migliorando di gran lunga la qualità della mia vita. Ringrazio tantissimo il dottor Ariagno e la sua equipe per avermi dato l’opportunità di iniziare questo nuovo percorso”.

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