
Carenza infermieri in Piemonte, l’allarme del sindacato Nursind: “Per ogni due che escono ne entra uno”
La carenza di infermieri in Piemonte sta raggiungendo un punto critico. A denunciarlo è Nursind Piemonte, che evidenzia un saldo fortemente negativo tra pensionamenti, dimissioni e nuove assunzioni: «Per ogni due infermieri che escono, ne entra solo uno».
Nonostante i concorsi banditi con continuità, il sistema non riesce a compensare le uscite. «Mentre il numero di medici sul mercato è destinato a crescere, quello degli infermieri è in caduta libera. Rischiamo reparti con più medici pronti a prescrivere cure che infermieri disponibili per somministrarle», avverte il sindacato delle professioni infermieristiche, sottolineando i rischi per la sicurezza dei pazienti e per la continuità assistenziale.
Un ulteriore problema è rappresentato dagli spostamenti di personale tra aziende sanitarie: i concorsi si traducono spesso in trasferimenti interni, lasciando sguarnite le realtà meno attrattive.
Sul fronte organizzativo pesa anche il completamento, entro metà 2026, della rete delle Case e degli Ospedali di Comunità. «Si sta assistendo a un travaso di personale dagli ospedali al territorio. Senza nuove risorse, le unità trasferite non potranno essere sostituite, con un impatto significativo sui servizi ospedalieri».
Nel 2025 il 70% delle risorse destinate alle prestazioni aggiuntive è stato utilizzato per coprire turni e garantire i livelli minimi di sicurezza. «Ora le risorse sono state dimezzate. Se verranno dirottate quasi interamente sulle liste d’attesa, la tenuta dei servizi ordinari crollerà. Gli infermieri non sono più disposti a rinunciare ai riposi senza un riconoscimento economico adeguato».
Criticità anche per la mancata sostituzione di assenze per maternità, malattie o infortuni, che incide pesantemente sull’organizzazione dei reparti.
Alla luce dei fondi previsti dalla Legge di Bilancio, Nursind chiede una mappatura in tempo reale delle carenze, interventi mirati sulle aziende in maggiore sofferenza, il ripristino delle risorse per coprire i turni e una revisione dei modelli organizzativi.
Infine, la proposta di istituire un Organismo Regionale Permanente per il Governo della Carenza Infermieristica, con poteri decisionali e capacità di intervento immediato. «Senza una regia unica – conclude il sindacato – la carenza rischia di trasformarsi in uno smantellamento silenzioso dei servizi essenziali».
Fr.Se.