
Capodanno senza botti a Rivarolo: scatta il divieto, ma fioccano già le segnalazioni di violazioni
Botti vietati a Rivarolo Canavese per le festività di fine anno. Anche per il Capodanno 2026 il Comune ha emesso un’ordinanza che vieta l’utilizzo di petardi, mortaretti, razzi e artifici pirotecnici di qualsiasi tipo sull’intero territorio comunale. Un provvedimento firmato dal sindaco Martino Zucco Chinà che, tuttavia, secondo quanto segnalato da diversi cittadini, sarebbe già ampiamente disatteso a pochi giorni dalla sua entrata in vigore.
Nel testo dell’ordinanza l’amministrazione richiama le motivazioni che, da anni, spingono molti Comuni ad adottare misure restrittive in occasione delle festività. «È diffusa la consuetudine di celebrare le festività con il lancio di petardi, botti e artifici pirotecnici – si legge – il cui utilizzo registra un consistente e pericoloso incremento di infortuni alle persone». Anche i cosiddetti botti di libera vendita, viene sottolineato, restano materiali esplodenti in grado di provocare danni fisici anche gravi, sia a chi li maneggia sia a chi può esserne colpito accidentalmente.
Non solo sicurezza delle persone. L’ordinanza pone l’accento anche sulle conseguenze per gli animali domestici e per la fauna selvatica. Il fragore dei botti provoca spavento, disorientamento e fuga, con il rischio di smarrimento, investimento o ferimenti gravi, fino alla morte per ustioni e bruciature quando le esplosioni avvengono in prossimità degli animali.
Il divieto è motivato inoltre dalla necessità di contenere i rumori molesti in ambito urbano, soprattutto nelle zone sensibili come scuole, uffici pubblici, luoghi di culto e strutture sanitarie, richiamando anche l’articolo 659 del Codice penale sul disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone.
Nel dettaglio, l’ordinanza vieta «utilizzare, esplodere, lanciare e accendere petardi, mortaretti, razzi, botti e artifici pirotecnici di vario genere e di qualsiasi tipo, anche se di libera vendita» dal 30 dicembre 2025 al 2 gennaio 2026, nelle vie e piazze del Comune e in particolare in presenza di raggruppamenti di persone.
Le sanzioni previste per chi non rispetta il provvedimento vanno da 25 a 500 euro. Alla polizia locale e alle altre forze dell’ordine è affidato il compito di vigilare sul rispetto dell’ordinanza, anche se tra i cittadini non mancano perplessità sull’effettiva possibilità di controllo capillare del territorio. Un tema che, puntualmente, accompagna ogni fine anno e riaccende il dibattito tra divieti, sicurezza e rispetto delle regole.
f.s.