Canavese: il Nivolet riapre al traffico anche di domenica. “Decisione dannosa per la montagna”

29/05/2024

Canavese: il Nivolet riapre al traffico anche di domenica. “Decisione dannosa per la montagna”

Dopo vent’anni di restrizioni, il Colle del Nivolet si appresta a riaprire al traffico automobilistico. Questa decisione, presa dall’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso, ha suscitato un acceso dibattito tra sostenitori e detrattori. Il direttore dell’ente, Bruno Bassano, ha dichiarato che la scelta è stata dettata dalla necessità di “una rottura rispetto al passato” e che verranno monitorati i flussi di auto per sviluppare un nuovo regolamento del traffico entro fine anno. L’obiettivo è stabilire una regolamentazione permanente, estesa oltre i soli weekend, che possa includere limitazioni basate sulla disponibilità di parcheggio da Ceresole Reale in poi.

Il progetto di mobilità sostenibile, iniziato come un esperimento, ha visto solo la chiusura domenicale del colle dal 2003, permettendo l’accesso solo a piedi, in bicicletta o tramite navette. Ora, l’Ente Parco mira a un accordo condiviso con comuni, regioni e la Città Metropolitana per una gestione più efficace del traffico. Una regolamentazione condivisa potrebbe significare una riduzione generale del traffico verso il Nivolet, con benefici per l’area protetta e le comunità locali.

Tuttavia, la decisione non è stata accolta favorevolmente da tutti. Marco Bussone, presidente dell’Uncem, ha espresso preoccupazione per l’impatto ambientale, sottolineando i danni che le auto possono causare alla montagna e ai veicoli stessi a causa della forte pendenza del percorso. Anche il consigliere regionale del Pd, Alberto Avetta, ha criticato la scelta, definendola “incomprensibile” e in contrasto con l’approccio sostenibile prevalente in Europa, che favorisce un turismo di qualità e rispettoso dell’ambiente.

“La scelta del Parco nazionale Gran Paradiso che dopo 21 anni riporta le auto in quota è incomprensibile ed in controtendenza con l’approccio sostenibile alla montagna prevalente oramai in tutta Europa e vero volano di un turismo di qualità e rispettoso dell’ambiente – così Alberto Avetta commenta la decisione del direttore Parco Nazionale Gran Paradiso, Bruno Bassano, di sospendere il progetto “A piedi tra le nuvole” -. Le chiusure domenicali alle auto da Ceresole Reale al Colle del Nivolet sono state una misura lungimirante, apprezzata e coerente con un turismo rispettoso dell’habitat alpino. Peraltro, mi risulta che sia stata comunicata a Città Metropolitana di Torino solo alla vigilia della conferenza stampa e non concordata. Quindi, una decisione tutta interna al Parco, senza tenere conto di CMTO e dei sindaci del territorio. Il versante torinese del Pngp potrebbe essere una grande risorsa per il nostro territorio, basta vedere come la Valle d’Aosta valorizza la sua parte. Sarebbe stato opportuno convocare tutti i soggetti interessati e verificare la possibilità di aumentare le chiusure nei fine settimana condividendo gli oneri della vigilanza. Pensare che più auto significhi più turisti (e più soldi) è una visione miope che guarda al passato”.

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