Si è spenta all’età di 90 anni Fernanda Contri, avvocata e giurista italiana di primo piano, figura di riferimento della vita istituzionale del secondo Novecento. Nata a Ivrea nel 1935, si trasferì in giovane età a Genova con la famiglia, città alla quale rimase profondamente legata. Qui frequentò il Liceo Classico Andrea D’Oria e si laureò in Giurisprudenza nel 1961, avviando una carriera che l’avrebbe portata ai vertici dello Stato.
Nel corso della sua lunga attività istituzionale, Fernanda Contri ha ricoperto incarichi di assoluto rilievo. Fu componente del Consiglio Superiore della Magistratura e presidente della Commissione Disciplinare alla fine degli anni Ottanta, in una fase delicata per l’equilibrio tra politica e giustizia. Negli anni Novanta fu ministra per gli Affari Sociali nel Governo guidato da Carlo Azeglio Ciampi, contribuendo all’elaborazione di politiche sociali in un periodo di profonde trasformazioni del Paese.
Dal 1996 al 2005 è stata la prima donna a entrare nella Corte Costituzionale come giudice, designata dal Presidente della Repubblica, ricoprendo successivamente anche il ruolo di vicepresidente della Consulta. Un percorso che ha segnato una svolta nella storia delle istituzioni italiane e aperto la strada a una maggiore presenza femminile nei luoghi decisionali più alti.
Alla notizia della sua scomparsa è arrivato il cordoglio della Regione Liguria. «Esprimo a nome mio e di Regione Liguria profondo cordoglio per la scomparsa di Fernanda Contri – ha dichiarato il presidente Marco Bucci – avvocato e giurista genovese di alto profilo, che ha servito lo Stato con competenza e autorevolezza come componente del Csm, ministro e giudice della Corte Costituzionale, di cui è stata anche vicepresidente».
Dura e accorata la riflessione dell’ex assessore del Comune di Ivrea, Andrea Benedino, che ha denunciato il silenzio istituzionale attorno alla sua morte. «Eporediese di nascita, socialista, laica e democratica per tutta la vita – scrive – Fernanda Contri è stata una personalità che avrebbe meritato ben altro riconoscimento. Sarebbe stata un’ottima candidata alla Presidenza della Repubblica. Mi auguro che le istituzioni trovino il modo di renderle il giusto omaggio».
Con Fernanda Contri scompare una donna delle istituzioni capace di coniugare rigore giuridico, sensibilità politica e profondo senso dello Stato, lasciando un segno duraturo nella storia repubblicana italiana.
Fr.Se.
