Il castellamontese Luca Garaffa: “Sono stati momenti terribili. Eravamo tra la folla terrorizzata”

15/07/2016

Sono trascorse poco più di dodici ore dal folle attentato terroristico a Nizza che ha causato 84 morti e oltre un centinaio di feriti. Il ministero dell’interno francese ha raccomandato ai turisti stranieri e alla popolazione di evitare spostamenti se non in caso di effettiva necessità. Ancora una volta la Francia è colpita profondamente dal terrorismo di matrice jihadista. Luca Garaffa, It manager all’Omp di Busano Canavese, vive a Castellamonte e nella serata di ieri si trovava tra la folla che stava assistendo al grande spettacolo pirotecnico sul mare. Garaffa, la compagna e un’amica argentina che li aveva raggiunti a Nizza per trascorrere due settimane di vacanza sono fortunatamente incolumi. Ieri sera, quando il camion guidato dal terrorista franco-tunisino di 31 anni, è piombato sulla folla, Luca Garaffa ha notato che la folla ha iniziato a correre urlando. Non ci è voluto molto per capire che qualcosa di grave stava succedendo. Il terrore non ti fa capire più niente. Quando percepisci che la tua vita può essere in pericolo pensi soltanto a salvarti.

Il manager canavesano e le due donne che si trovano con lui hanno iniziato a correre disperatamente, rovesciando tavolini e sedie dei tanti ristoranti e brasserie che si affacciano sulla Promenade nizzarda. “Subito non abbiamo capito che cosa stesse succedendo. Abbiamo iniziato a correre disperatamente anche noi e, alla fine, ci siamo rifugiato al ristorante Palermo, dove siamo rimasti per circa un’ora – raccolta al telefono Luca Garaffa -. Poi abbiamo raggiunto il nostro appartamento, che dista cinque minuti di strada dal luogo dove c’è stata la strage e lì siamo rimasti. Dalla webcam in questo momento vedo che l’area dove ha avuto luogo l’attacco terroristico è ancora chiusa e che la strada è piena di poliziotti. Sono stati momenti davvero terribili”.

E pensare che alle 18,00 dello stesso pomeriggio sulla Promenade si è svolta un’imponente parata di forze di polizia. Sembra quasi una beffa che nessuno abbia fermato prima la corsa del camion. Un’altra canavesana, una giovane donna, che si trovava a Nizza lo scorso mese di giugno, racconta che già allora la città era piena di poliziotti e agenti dell’antiterrorismo in assetto di guerra. I dubbi e l perplessità sono tante. E a queste il governo e il ministro dell’Interno dovranno fornire risposte convincenti sia all’Assemblea Nazionale che alla popolazione. Di certo è che l’Isis ha dimostrato ha dimostrato di poter colpire all’improvviso, senza ostacoli. “Al momento la situazione è tranquilla – afferma Luca Garaffa -. Sotto casa mia i negozi sono aperti e la gente cammina normalmente per strada”.

Questo è il modo migliore per combattere chi semina il terrore. Si piangono i morti, ci si stringe l’uno con l’altro per farsi coraggio, ma si dimostra che ad ogni attacco il terrore non piega la volontà e il diritto a vivere in uno Stato democratico.

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