
Caselle, maxi data center da mezzo miliardo: cresce la preoccupazione dei cittadini per l’ambiente
Il maxi data center da oltre mezzo miliardo di euro accende la protesta a Caselle Torinese. Dopo il via libera urbanistico del Consiglio comunale, cresce la preoccupazione per l’impatto ambientale dell’insediamento destinato a sorgere nelle aree ATA, nei pressi dell’aeroporto Sandro Pertini. A contestare il progetto è il neonato Comitato No Data Center Caselle Torinese, che chiama a raccolta i cittadini per lunedì 19 ottobre, alle 18.30, nella Sala Fratelli Cervi di via Mazzini.
Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto i consumi energetici e idrici, il rumore degli impianti, l’impatto paesaggistico e le effettive ricadute occupazionali. Il progetto prevede sei edifici alti trenta metri, destinati a ospitare infrastrutture informatiche per l’elaborazione dei dati e i servizi legati all’intelligenza artificiale. La potenza elettrica prevista raggiunge i 250 megawatt, un dato che alimenta gli interrogativi sulla sostenibilità dell’intervento.
L’operazione, promossa dal gruppo internazionale Hines, interessa i terreni sui quali avrebbe dovuto sorgere il Caselle Open Mall, il grande centro commerciale rimasto sulla carta per oltre vent’anni. Il 26 giugno scorso il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la variante urbanistica e il piano particolareggiato, aprendo la strada alla realizzazione del polo tecnologico.
L’investimento comprende opere compensative e interventi ambientali, tra cui il Parco Centrale di via Venaria, nuove piantumazioni e sistemi per limitare il consumo di acqua attraverso il raffreddamento a circuito chiuso. Misure che, tuttavia, non hanno dissipato le perplessità degli oppositori.
A preoccupare è anche il rapporto tra le dimensioni dell’investimento e i posti di lavoro che potranno essere effettivamente creati. Un data center richiede infatti personale specializzato, ma non garantisce necessariamente un’occupazione paragonabile a quella di un grande complesso commerciale.
Il confronto si sposta ora dall’aula consiliare alla cittadinanza. Il comitato punta a ottenere chiarimenti e garanzie sulle conseguenze dell’insediamento, mentre l’Amministrazione comunale considera il progetto un’importante opportunità di sviluppo.
La riunione di lunedì segnerà il primo banco di prova della mobilitazione. Dopo vent’anni di progetti rimasti incompiuti, Caselle si prepara a cambiare volto. Ma una parte dei cittadini chiede di conoscere il prezzo ambientale di questa trasformazione.