
CANAVESE – Variante alla SP460, primi cantieri nel 2029: il consigliere regionale leghista Ricca chiede tempi più rapidi
La Variante alla SP 460 tra Lombardore e Salassa entra finalmente in una fase con scadenze definite, anche se l’avvio dei cantieri, sulla base del cronoprogramma illustrato dalla Regione Piemonte, si collocherebbe intorno al 2029. È quanto emerso dalla risposta dell’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi a un’interrogazione presentata dal capogruppo della Lega in Consiglio regionale Fabrizio Ricca.
L’opera è attesa da oltre trent’anni e viene indicata dagli amministratori locali e dalle associazioni di categoria come strategica per alleggerire i centri abitati dal traffico pesante, migliorare la sicurezza e rendere più efficienti i collegamenti con le principali aree produttive del Canavese.
Secondo quanto riferito in Consiglio regionale, la consegna del Progetto di Fattibilità è prevista entro la fine del 2026. A seguire, il cronoprogramma prevede circa dodici mesi per autorizzazioni e validazione, nove mesi per il progetto esecutivo, sei mesi per l’appalto e trentasei mesi per l’esecuzione dei lavori. Sommando le diverse fasi, l’apertura dei cantieri si collocherebbe quindi attorno al 2029.
Ricca ha accolto positivamente l’indicazione di una tempistica definita, sottolineando però la necessità di valutare tutte le procedure utili per ridurre i tempi. Tra le ipotesi indicate figurano il ricorso all’appalto integrato, che consente di affidare congiuntamente progettazione esecutiva e lavori, e l’avvio anticipato della conferenza dei servizi.
La Regione ha già finanziato la progettazione con 1,7 milioni di euro complessivi tra il 2022 e il 2024, in collaborazione con la Città Metropolitana di Torino. Nel settembre scorso la Città Metropolitana ha inoltre affidato un servizio di supporto al Rup per il primo lotto della Variante alla SP 460 Lombardore-Salassa, segno del proseguimento dell’attività progettuale.
Per Ricca, il passaggio decisivo sarà ora trasformare il cronoprogramma in scadenze effettive, cercando dove possibile di anticiparle. Dopo decenni di attesa, la questione resta quindi concentrata sui tempi reali che separano la progettazione dall’apertura dei cantieri.