
LUGNACCO – Ristrutturazione Rustici, materiali a km0 e zero consumo di suolo: due giorni di laboratorio
Recuperare ciò che già esiste, utilizzare materiali del territorio e immaginare nuovi modi di abitare senza continuare a consumare suolo. È il tema al centro di “Rudere sarai tu! – L’anima nobile dell’architettura rurale”, il workshop in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre al Villaggio Internazionale di Lugnacco, organizzato dall’architetta Serena Fiorelli in collaborazione con A.P.S. Arca Tentyris.
Due giornate dedicate al rapporto tra architettura, paesaggio, artigianato e comunità, partendo da una domanda: che cosa significa oggi appartenere a un luogo, in una società nella quale persone, merci e modelli di vita si spostano sempre più rapidamente?
Il punto di partenza sarà il patrimonio dei piccoli borghi e dei rustici abbandonati, considerati non come residui del passato ma come una possibile risorsa per il futuro. Le costruzioni rurali nascevano infatti utilizzando ciò che il territorio offriva – pietra, legno e terra – attraverso tecniche adattate al clima, alle risorse disponibili e alle esigenze delle comunità.
Il workshop affronterà il recupero di queste conoscenze in chiave contemporanea, ragionando sul riuso degli edifici esistenti, sulla riduzione dell’impatto ambientale e sul dialogo tra tecniche tradizionali e nuove soluzioni costruttive. Il percorso partirà dalla lettura del territorio, dalle incisioni rupestri all’architettura arcaica, coinvolgendo artigiani, cittadini, esperti e amministratori.
Una parte importante sarà dedicata alla filiera corta del legno, con una visita alla falegnameria della Società Cooperativa Agricola del Canavese, e ai materiali a chilometro zero come calce, terra e canapa. Proprio quest’ultima, storicamente legata al Canavese, sarà al centro di una riflessione sulle possibili applicazioni nell’edilizia contemporanea.
Durante il laboratorio “Terra: cantiere collettivo” i partecipanti contribuiranno alla realizzazione di una piccola struttura in terra e/o di un muro in terra-canapa, sperimentando direttamente tecniche, materiali e lavoro condiviso.
La conclusione sarà affidata a un aperitivo con prodotti locali e ai racconti di giovani pastori tornati alla terra. Un modo per ricordare che il recupero dei territori non riguarda soltanto gli edifici, ma anche persone, conoscenze, mestieri e relazioni.