
Caselle, campionessa paralimpica in sedia a rotelle bloccata per oltre 12 ore in aeroporto per una batteria al litio
È Patrizia Saccà, campionessa paralimpica in sedia a rotelle, la passeggera rimasta bloccata per oltre dodici ore all’aeroporto di Torino Caselle a causa di una lunga verifica relativa a una batteria al litio. Saccà racconta di essere arrivata nello scalo alle 10 del mattino con l’intenzione di partire regolarmente, ma di essere rimasta in aeroporto fino alle 22.30, senza riuscire a prendere il volo previsto.
Secondo quanto riferisce, la batteria era accompagnata dalla documentazione necessaria e, sempre sulla base di quanto sostiene la diretta interessata, risultava conforme alle regole per il trasporto aereo. Nonostante questo, i controlli si sarebbero protratti per ore, fino a compromettere definitivamente la partenza.
Il viaggio è stato quindi completamente stravolto. Patrizia Saccà ha dovuto acquistare un nuovo volo, affrontare ulteriori spese e pagare un taxi per raggiungere una destinazione diversa da quella inizialmente prevista. L’arrivo nel luogo di vacanza è avvenuto soltanto intorno alle 3 del mattino.
«Non è stato soltanto un volo perso – racconta in un post apparso sui social –. È stata un’intera giornata trascorsa in aeroporto, oltre alla frustrazione e all’impotenza di chi si trova davanti a una decisione che non riesce a comprendere». La campionessa paralimpica ha deciso di rendere pubblica la propria esperienza chiedendo chiarimenti sui tempi e sulle modalità con cui è stata gestita la verifica.
«Se esistono delle regole devono essere applicate correttamente. Se c’è un dubbio, deve essere verificato in tempi ragionevoli. E se un passeggero ha con sé la documentazione necessaria deve essere ascoltato». Saccà richiama anche altre testimonianze di viaggiatori che avrebbero lamentato difficoltà, mancanza di informazioni o modalità di assistenza ritenute inadeguate, sottolineando in particolare la necessità di una maggiore attenzione verso le persone con disabilità.
La sua richiesta, ora, è che la vicenda venga approfondita anche a livello nazionale. «Non chiedo un privilegio – conclude –. Chiedo attenzione e risposte. Essere ascoltati non dovrebbe essere un privilegio, ma un diritto». (Immagine pubblicata sul profilo social di Patrizia Saccà).