
Piemonte, incendi boschivi, estate da allarme: 20 persone denunciate e oltre 91mila euro di sanzioni
Non sono soltanto il caldo eccezionale, la siccità e i fulmini ad alimentare gli incendi che dall’inizio dell’estate stanno mettendo a dura prova i boschi del Piemonte. Dietro una parte dei roghi ci sono comportamenti umani sui quali stanno indagando i Carabinieri Forestali: dal primo giugno sono già 20 le persone denunciate per incendio boschivo, mentre 32 sanzioni amministrative per accensioni non autorizzate hanno raggiunto un importo complessivo di 91.450 euro.
I numeri emergono dal bilancio dell’attività condotta dai Forestali in una stagione particolarmente difficile anche per il Canavese. In circa due mesi sono stati effettuati oltre 600 interventi di prevenzione, controllo e indagine. Sono 129 gli incendi sui quali sono stati svolti accertamenti per individuarne le cause e gli eventuali responsabili, contro appena 35 nello stesso periodo del 2025.
Una crescita alla quale hanno contribuito anche le particolari condizioni meteorologiche. Sono 18 gli incendi attribuiti ai fulmini, contro i due registrati nell’estate dello scorso anno. I temporali secchi, associati a periodi di caldo intenso e siccità, hanno interessato soprattutto le aree montane.
Tra gli episodi più rilevanti figura quello divampato il 22 luglio a Valprato Soana, in Canavese. A questo si aggiungono i roghi del primo luglio a Premosello Chiovenda, nel Verbano-Cusio-Ossola, del 3 agosto sul Monte Barone, nel Biellese, e del 5 agosto a Mornese, nell’Alessandrino.
Accanto alle cause naturali rimane però centrale l’attività di contrasto alle condotte illecite. Finora sono state denunciate a piede libero 20 persone per incendio boschivo. Trentadue, invece, le sanzioni per accensioni non autorizzate. La normativa prevede pene da sei a dieci anni di reclusione per l’incendio boschivo doloso e da due a cinque anni per quello colposo. Nei periodi di massima pericolosità, accendere fuochi o compiere azioni pericolose nelle vicinanze dei boschi può inoltre comportare multe da 5mila a 50mila euro, anche quando non si sviluppa un incendio.
Al termine dell’estate i Carabinieri Forestali completeranno la mappatura delle superfici percorse dalle fiamme, necessaria ai Comuni per aggiornare il catasto degli incendi. Sui terreni colpiti scattano infatti specifici vincoli: divieto di cambio della destinazione d’uso per 15 anni, di edificazione, pascolo e caccia per 10 e di rimboschimento per cinque.
L’allerta resta alta in Piemonte e l’invito rivolto ai cittadini è alla massima prudenza: nelle attuali condizioni di siccità anche un comportamento apparentemente banale può essere sufficiente per provocare un incendio dalle conseguenze devastanti.