
Chivasso, il sindaco Castello al presidio dell’Ordine dei Giornalisti: prorogata la Zona Rossa fino a fine 2026
«Da città antifascista oggi Chivasso è anche città antimafia». È il messaggio inviato dal sindaco Claudio Castello al presidio promosso questa mattina dal Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti, dall’Associazione Stampa Subalpina e dal Gruppo Cronisti in solidarietà ai giornalisti di Repubblica Federico Gottardo e Caterina Stamin, aggrediti il 30 giugno mentre documentavano l’agguato di via Paleologi, nel quale rimase ferito Francesco Ilacqua.
Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, l’assessore regionale Andrea Tronzano, il presidente della Commissione Legalità Domenico Rossi, la consigliera Gianna Pentenero, oltre a rappresentanti di Cgil, Cisl, Libera, Articolo 21 e numerosi cittadini. Il Comune era rappresentato dal gonfalone e da una delegazione guidata dall’assessore alla Legalità Gianluca Vitale e dal presidente del Consiglio comunale Alfonso Perfetto.
Castello era invece impegnato al Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in Prefettura a Torino. Proprio in quella sede il prefetto Donato Cafagna ha accolto la richiesta del Comune disponendo la proroga della zona a vigilanza rafforzata nell’area della stazione ferroviaria fino al termine del 2026. Il sindaco ha espresso il proprio ringraziamento al prefetto e ai componenti del Comitato.
Nella stessa mattinata il primo cittadino ha inoltre scritto al Consiglio Superiore della Magistratura chiedendo il riesame della decisione che esclude il Piemonte dalle aree ad alta densità mafiosa.
«Una simile decisione – afferma Castello – rischia di trasmettere un messaggio non coerente con la realtà investigativa e giudiziaria del territorio, indebolendo le politiche di prevenzione e contrasto alla ‘ndrangheta». Una richiesta che potrebbe essere condivisa anche da altri Comuni piemontesi.
Il sindaco ha infine proposto all’Ordine dei Giornalisti una convenzione per organizzare a Chivasso incontri di formazione sul fenomeno mafioso rivolti a giornalisti, amministratori, dipendenti pubblici e cittadini.
«Scrivere di ‘ndrangheta oggi non è solo cronaca, ma anche risveglio delle coscienze – conclude Castello –. Non consentiremo alle mafie, ai potentati economici o alle ingerenze politiche di mettere il bavaglio all’informazione».