
Strada provinciale 82, lavori in corso tra Chivasso e Montanaro: nuove barriere e maggiore sicurezza
Sono in corso interventi di sistemazione e messa in sicurezza lungo la strada provinciale 82 Chivasso–Montanaro, nel tratto che corre parallelamente alla linea ferroviaria, dove nelle scorse settimane sono state installate nuove barriere di protezione. I lavori riguardano una fase di affinamento del posizionamento dei guard-rail, con l’obiettivo di rendere più uniforme e coerente l’andamento dei dispositivi di sicurezza lungo tutto il tracciato. In particolare, è prevista la parziale ricollocazione delle barriere per garantire il rispetto della larghezza originaria della carreggiata e della piattaforma stradale, comprensiva di carreggiata e banchine laterali, come previsto dal Codice della strada.
Al termine degli interventi sarà effettuata una verifica tecnica da parte del produttore e della ditta appaltatrice per certificare la corretta installazione delle protezioni. Durante i lavori viene mantenuta la circolazione, anche se non si escludono rallentamenti temporanei legati alle attività in corso.
Sul tema della sicurezza stradale interviene il vicesindaco della Città metropolitana di Torino, Jacopo Suppo: «Stiamo lavorando per posizionare sulle strade provinciali una serie di cartelli di educazione stradale sia per il rispetto dei ciclisti, sia per l’attenzione agli operai impegnati nei cantieri».
Suppo sottolinea inoltre la delicatezza del tratto interessato: «L’intervento sulla Sp 82 si è reso necessario perché si tratta di una zona a ridosso della ferrovia che richiede standard elevati di protezione. La fase attuale serve a ottimizzare il posizionamento delle barriere e migliorare la fruibilità della strada».
Il vicesindaco richiama anche le novità del Codice della strada, che impongono agli automobilisti di mantenere una distanza laterale di almeno 1,5 metri durante il sorpasso delle biciclette: «Siamo consapevoli che eventuali rallentamenti possano creare disagi, ma la sicurezza di chi si muove su due ruote è prima di tutto un principio di civiltà, oltre che un obbligo normativo».