
Treni soppressi sulla SFM1, Alberto Avetta (PD): “Quasi la metà dei disservizi imputabili a RFI e Trenitalia”
Torna al centro del dibattito politico regionale la situazione della linea ferroviaria SFM1 Rivarolo-Torino-Chieri, una delle più utilizzate dai pendolari del Canavese e dell’area torinese. A sollevare nuovamente il tema è il consigliere regionale del Partito Democratico Alberto Avetta, che ha commentato in Aula la risposta alla sua interrogazione sulle numerose soppressioni di treni registrate nel corso del 2025.
Secondo i dati illustrati dalla Regione Piemonte, nel 2025 sono stati 1142 i treni cancellati sulla linea SFM1. Di questi, il 30,9% (353 corse) sarebbe riconducibile alla gestione dell’infrastruttura da parte di RFI, per problemi come guasti ai passaggi a livello o ai sistemi di segnalamento. Un ulteriore 17,4% (199 treni) sarebbe invece legato alla gestione del servizio da parte di Trenitalia, a causa di guasti ai convogli o carenza di personale.
Per Avetta i numeri confermano le criticità di una linea che definisce la “maglia nera” del servizio ferroviario metropolitano piemontese. Secondo il consigliere, quasi la metà delle soppressioni sarebbe imputabile direttamente ai gestori dell’infrastruttura e del servizio. Una situazione che, a suo giudizio, continua a penalizzare i pendolari e i territori attraversati dalla linea, in particolare il Canavese e il Chierese, con ricadute sia sulla mobilità quotidiana sia sulle prospettive di sviluppo economico e turistico.
A preoccupare è anche l’andamento dei primi mesi dell’anno in corso. Nei primi due mesi del 2026, infatti, le soppressioni dei treni sarebbero già arrivate a 190, segnale che il problema non sembra essersi ridimensionato.
Un altro elemento evidenziato nella risposta all’interrogazione riguarda il numero elevato di soppressioni parziali, che nel 2025 sono state 666 su 1142. Secondo quanto spiegato dall’assessorato regionale ai Trasporti, queste sono spesso legate alla struttura stessa della linea, caratterizzata da una notevole lunghezza e da alcuni tratti a binario unico, come quello tra Trofarello e Chieri. In caso di criticità sulla circolazione, per evitare effetti a catena sull’intero servizio ferroviario si ricorre quindi alla cancellazione di parte delle corse.
La Regione Piemonte ha invitato i gestori a limitare il più possibile queste soppressioni, soprattutto nelle fasce orarie di punta, ma secondo Avetta gli appelli rischiano di restare insufficienti di fronte a disservizi che continuano a colpire quotidianamente i pendolari. Il consigliere ha infine annunciato che il tema tornerà al centro del confronto politico nelle prossime commissioni consiliari dedicate al sistema dei trasporti piemontesi, dove verrà approfondita la situazione del trasporto pubblico locale e delle linee ferroviarie regionali.
f.s.