
Giorno del Ricordo, il consigliere di Prestìa polemizza: “A Chivasso quattro anni di silenzio istituzionale”
Polemica politica a Chivasso in vista del Giorno del Ricordo. A sollevarla è Bruno Prestìa, capogruppo di Per Chivasso, che accusa l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Claudio Castello di non aver promosso, anche quest’anno, iniziative istituzionali dedicate alla commemorazione delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
Secondo l’esponente di opposizione, si tratterebbe del quarto anno consecutivo senza eventi ufficiali organizzati dal Comune. Una circostanza che, a suo giudizio, non sarebbe casuale ma frutto di una precisa scelta politica. Prestìa richiama la Legge 30 marzo 2004, n. 92, che istituisce il 10 febbraio quale Giorno del Ricordo, con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia e delle vittime delle foibe nel secondo dopoguerra.
Nel suo intervento, il capogruppo sottolinea in particolare quanto previsto dall’articolo 2 della norma, che incoraggia istituzioni ed enti pubblici a promuovere studi, convegni, incontri e iniziative nelle scuole per diffondere la conoscenza di quelle vicende storiche, valorizzando al contempo il patrimonio culturale delle comunità istriano-dalmate.
Da qui la critica all’operato dell’amministrazione chivassese, alla quale Prestìa imputa l’assenza di momenti pubblici di commemorazione, fatta eccezione — afferma — per la convocazione del Consiglio comunale, ritenuta insufficiente come forma di ricordo istituzionale.
La presa di posizione riaccende così il confronto politico cittadino sul tema della memoria condivisa e sul ruolo delle istituzioni locali nel promuovere occasioni pubbliche di riflessione storica, in una ricorrenza che continua a suscitare sensibilità e letture diverse anche a livello territoriale.
fs.