
Cuorgnè piange il professor Danilo Vittone: maestro di scuola e di vita, lascia un segno profondo nel Canavese
La notizia della sua scomparsa ha attraversato Cuorgnè fin dalle prime ore del mattino, rimbalzando di voce in voce con incredulità e dolore. «Danilo ci ha lasciati stanotte», «È mancato il professor Vittone»: frasi ripetute ovunque, nei bar come nelle piazze, segno di quanto fosse conosciuto e stimato. Danilo Vittone si è spento nella notte tra giovedì e venerdì 6 febbraio, a poco meno di 73 anni, lasciando un vuoto profondo nella sua città e in tutto il Canavese.
Insegnante appassionato, aveva formato generazioni di studenti non solo a Cuorgnè, ma anche a Valperga — dove aveva insegnato per quasi trent’anni — e a Sparone, dove aveva introdotto metodi didattici innovativi già negli anni Settanta. Il suo impegno educativo era sempre stato accompagnato da una forte attenzione alla persona: aiutare chi era in difficoltà, valorizzare i talenti nascosti, costruire basi culturali solide era la cifra del suo insegnamento.
Cresciuto in una famiglia operaia politicamente impegnata, aveva maturato fin da giovane una coscienza civile antifascista che non lo avrebbe mai abbandonato. Storico sostenitore dell’ANPI, collaborava attivamente alle iniziative locali, mantenendo sempre uno stile discreto, lontano da protagonismi.
Dopo il diploma magistrale e gli studi universitari a Torino, iniziò la carriera tra supplenze e incarichi alle Elementari. Dal 1977 all’82 insegnò a Sparone, seguendo una classe dalla Prima alla Quinta, esperienza cui rimase sempre legato. Dopo il passaggio alla scuola media, ottenne la cattedra definitiva a Valperga, dove restò fino alla pensione, diventando punto di riferimento per studenti, colleghi e famiglie.
Ma il suo impegno non si fermò con la fine dell’attività scolastica. Negli anni successivi si dedicò al volontariato, insegnando italiano ai migranti nei centri di Chiesanuova e Colleretto Castelnuovo e collaborando con la Comunità Mastropietro. Preparò decine di giovani e adulti agli esami, aiutò famiglie nelle pratiche burocratiche, costruì ponti di integrazione. Le sue serate si trasformavano spesso in salotti culturali multietnici, tra discussioni politiche, letterarie e storiche.
Appassionato di cinema, teneva corsi molto seguiti all’Unitre di Cuorgnè e aveva sceneggiato spettacoli storici su Resistenza e antifascismo, portati in scena nelle ricorrenze civili. Tra i progetti più sentiti, la rappresentazione dedicata a “Mamma Tilde” e alle donne della lotta partigiana.
La sua vita si è interrotta dopo una breve malattia, nella prima notte trascorsa all’Hospice di Salerano. Numerosi i messaggi di cordoglio di amici, ex studenti e colleghi, che lo ricordano come «insegnante di vita», «amico insostituibile», «uomo di cultura e generosità».
I funerali si terranno martedì 10 febbraio alle 9.30 alla Casa Funeraria Pavese di Valperga, con successiva cremazione a Mappano. Le ceneri riposeranno al cimitero di Cuorgnè, la sua città, che oggi lo saluta con riconoscenza.
fr.se.