
Criminalità a Chivasso, Ferrantello: «La Consulta della legalità vigila sulla città, ma indaghino gli organi competenti ai quali va la nostra massima fiducia”
La legalità torna al centro del dibattito pubblico a Chivasso, in un momento in cui il tema si intreccia con nuove attenzioni mediatiche e interrogativi politici. Dopo le inchieste Minotauro e Colpo di coda, che negli anni scorsi hanno colpito duramente la criminalità organizzata sul territorio, recenti approfondimenti giornalistici hanno riacceso i riflettori sulla presunta acquisizione di alcuni esercizi commerciali nel centro storico. Un contesto che ha portato alcuni consiglieri di opposizione a chiedere chiarimenti sull’operato dell’assessorato alla Legalità e della Consulta della Legalità, presieduta da Vincenzo Ferrantello, in merito alle notizie emerse sulla stampa locale.
Dal fronte istituzionale, però, la risposta è netta: «A Chivasso si è avviato da tempo un percorso concreto e continuo sul tema della legalità, che non vive di annunci né di contrapposizioni, ma di lavoro quotidiano, relazioni e presenza sul territorio – spiega Ferrantello –. Un percorso portato avanti dall’assessorato insieme alla Consulta, con l’obiettivo di rendere questi temi accessibili, comprensibili e soprattutto vissuti dalla comunità».
Un cambio di passo che, secondo il presidente della Consulta, è già evidente. «Fino a poco tempo fa la Consulta era di fatto sconosciuta a gran parte della cittadinanza: una realtà formale, poco visibile, percepita come distante. Oggi, invece, è diventata uno spazio riconoscibile, che dialoga con le scuole, con le associazioni e con i cittadini, contribuendo a riportare la legalità dentro la vita reale della città».
In questo solco si inseriscono anche gli incontri pubblici con figure simbolo della lotta alle mafie e della cultura della legalità, come Nicola Gratteri, Pietro Grasso e don Luigi Ciotti. «Non sono eventi isolati né operazioni di facciata – sottolinea Ferrantello – ma tasselli di un lavoro più ampio che punta a costruire consapevolezza, senso critico e responsabilità, soprattutto tra i più giovani».
Ma non è tutto: nel programma di tutte le iniziative culturali, teatrale, letterarie e musicali che hanno luogo in città, dal 2022 primeggia la sezione dedicata alla legalità, a tangibile dimostrazione di quanto l’attenzione alla legalità sia un dato di fatto e non un concetto stratto o di facciata.
A titolo personale, in qualità di Presidente della Consulta, ritengo doveroso chiarire con fermezza la mia posizione. Il mio impegno è ed è sempre stato esclusivamente orientato alla promozione della legalità e al contrasto di tutte le mafie. Ogni tentativo di strumentalizzare politicamente questo impegno è infondato e non rispecchia la natura né il ruolo della Consulta.
Ho già dato mandato di monitorare ogni eventuale dichiarazione eccedente il legittimo diritto di critica che possa configurarsi come un attacco gratuito alla mia persona e al ruolo istituzionale che ricopro”.
L’assessorato alla Legalità, spiegano da Palazzo Santa Chiara, prosegue quindi la propria attività lontano dalle polemiche, con l’obiettivo di rafforzare il tessuto sociale ed educativo della città e contrastare ogni forma di semplificazione o sospetto generalizzato. E in questo contesto l’assessore ricorda come la Città abbia vinto per il secondo anno il bando regionale per il Concerto della gratitudine alle Forze dell’Ordine per il contrasto alle mafie. «La legalità non si afferma con le insinuazioni, ma con la presenza delle istituzioni, la trasparenza e la costruzione di fiducia», è la linea ribadita.
È su questo terreno che Chivasso sta investendo energie e risorse, puntando su un lavoro silenzioso ma continuo: meno parole, più fatti, con l’ambizione di lasciare segni concreti e duraturi nella comunità.
Francesco Sermone