
Chivasso, discariche di Pogliani, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune: respinto l’appello della società Sgra
Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare presentato dalla società Sgra Srl contro l’ordinanza con cui il Comune di Chivasso aveva imposto interventi urgenti per la messa in sicurezza delle discariche Chivasso 1 e 2, in frazione Pogliani. La decisione arriva dopo il pronunciamento del Tar Piemonte del 27 novembre scorso, che aveva già confermato la legittimità dell’azione dell’amministrazione comunale.
L’ordinanza, firmata il 23 settembre 2025 dal sindaco Claudio Castello, imponeva una serie di misure immediate per evitare l’ulteriore accumulo di percolato e il rischio di contaminazione della falda. Tra le prescrizioni figurano il ripristino dei parametri di funzionamento delle pompe di estrazione, l’immissione in fognatura dei volumi consentiti, l’allontanamento quotidiano del percolato mediante autobotti, la riattivazione della barriera idraulica e il mantenimento dei serbatoi in condizioni idonee alle operazioni di estrazione.
Il Comune di Chivasso, assistito dall’avvocato Alessandro Paire, ha sostenuto la piena legittimità del provvedimento, fondato su esigenze di tutela ambientale e sanitaria. Una linea che è stata condivisa anche dal Consiglio di Stato: nella camera di consiglio del 15 gennaio, la Quarta Sezione ha confermato integralmente la decisione del Tar, giudicando le misure imposte necessarie, proporzionate e coerenti con il progetto di messa in sicurezza in corso.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Claudio Castello: «Anche il Consiglio di Stato conferma la correttezza del nostro operato. La tutela dell’ambiente e della salute pubblica non è negoziabile, soprattutto in un sito che richiede interventi rigorosi e continui. Questa decisione rafforza la nostra determinazione nel vigilare affinché la messa in sicurezza proceda senza ulteriori ritardi».
Con il doppio pronunciamento favorevole dei giudici amministrativi, l’amministrazione comunale ottiene un importante riconoscimento della propria azione, mentre resta alta l’attenzione su uno dei siti ambientali più delicati del territorio chivassese.