
Arrivano le truffe con falsi controlli ministeriali: il Comune di Candia Canavese lancia l’allarme
Truffe con falsi controlli ministeriali: l’allarme del Comune di Candia Canavese
Un foglio infilato nella buca delle lettere o un messaggio che arriva sul telefono, con tanto di intestazione ufficiale e riferimenti a un ministero. È così che, anche a Candia Canavese, sta circolando in questi giorni una nuova ondata di tentativi di truffa, costruiti per sembrare comunicazioni dello Stato e spingere i cittadini ad abbassare la guardia. L’avviso parla di presunti controlli a domicilio su residenza, affitti e proprietà immobiliari, ma non esiste alcuna verifica in corso: si tratta di un raggiro studiato nei dettagli.
L’allarme è stato lanciato direttamente dal Comune di Candia Canavese attraverso i propri canali social, con un messaggio chiaro: non aprire, non rispondere, non fornire informazioni. L’amministrazione precisa che eventuali accertamenti non vengono mai svolti da sedicenti funzionari del Ministero della Giustizia porta a porta. Quando esistono controlli reali, sono sempre gestiti dagli uffici comunali con modalità ufficiali, tracciabili e mai improvvise.
Il meccanismo è ormai collaudato. I truffatori fanno leva sull’autorevolezza delle istituzioni, sulla paura di sanzioni e sulla confusione normativa. Il messaggio, scritto in tono formale, cita genericamente leggi e controlli, preparando il terreno al passaggio successivo: la richiesta di entrare in casa per visionare documenti o, in alcuni casi, di pagare presunte irregolarità. È in quel momento che la truffa può trasformarsi in furto, estorsione o rapina.
Il bersaglio principale restano soprattutto le persone anziane, meno abituate a verificare le informazioni sui canali digitali e spesso più esposte all’isolamento. Per questo l’appello del Comune è rivolto anche a figli, nipoti e vicini di casa: avvisate gli anziani, spiegate loro che nessun ministero manda personale a domicilio per controllare documenti privati.
Il fenomeno delle truffe, sia digitali sia porta a porta, è in continua evoluzione. Cambiano i testi, cambiano i pretesti, ma la logica resta la stessa. Negli ultimi mesi si sono registrati casi di falsi carabinieri, finti tecnici del gas, sedicenti operatori dell’Inps o dell’Agenzia delle Entrate. Ora il nome utilizzato è quello del Ministero della Giustizia, sfruttato come marchio di credibilità.
Il linguaggio è curato nei dettagli: intestazioni ufficiali, riferimenti normativi vaghi ma plausibili, toni perentori. A volte il messaggio arriva via WhatsApp, altre volte sotto forma di volantino anonimo nella cassetta postale. In entrambi i casi l’obiettivo è lo stesso: creare urgenza, ridurre le difese, favorire il contatto diretto.
La regola da ricordare è semplice: nessun ente pubblico chiede controlli a domicilio in questo modo. Nessun ministero comunica tramite messaggi privati o fogli non firmati. In caso di dubbi, è fondamentale non aprire la porta, non rispondere, non fornire dati e contattare immediatamente il Comune o le forze dell’ordine. Anche una segnalazione può aiutare a prevenire nuovi raggiri.
L’episodio di Candia Canavese conferma quanto sia fondamentale una rete di informazione locale efficace. Un messaggio diffuso in tempo può evitare danni seri. Perché le truffe prosperano sul silenzio e sull’isolamento, ma si fermano con attenzione, comunicazione e collaborazione tra cittadini.
f.s.