
Ivrea, vertenza Konecta, il Pd al fianco dei lavoratori: appello alla Regione per fermare i trasferimenti
Il Partito Democratico scende in campo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Konecta delle sedi di Ivrea e Asti, rilanciando l’appello alla Regione affinché si apra al più presto un confronto strutturato sulla vertenza. Questa mattina, sotto il grattacielo della Regione Piemonte, la capogruppo Dem in Consiglio regionale Gianna Pentenero, insieme ai consiglieri Alberto Avetta e Fabio Isnardi, ha partecipato alla manifestazione promossa dai dipendenti dell’azienda.
«Abbiamo scelto di essere presenti – hanno dichiarato Pentenero, Avetta e Isnardi – per esprimere la nostra vicinanza ai lavoratori coinvolti e per ribadire che il trasferimento forzato di centinaia di persone non può essere considerato una soluzione». Al centro della protesta c’è infatti il piano di accorpamento che prevede lo spostamento di circa 700 dipendenti da Ivrea e oltre 400 da Asti verso Torino, una prospettiva che, secondo i rappresentanti del Pd, rischia di rappresentare «un colpo durissimo per il Canavese e per l’Astigiano, territori già segnati da crisi industriali e perdita di occupazione».
Nel corso del tavolo di confronto con la Regione, al quale hanno preso parte anche i consiglieri regionali, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la richiesta di un nuovo piano aziendale che preveda il mantenimento delle due sedi. Tra le proposte avanzate, anche quella di incentivare da parte degli enti pubblici l’utilizzo di aziende del territorio come Konecta, ritenute strategiche per l’innovazione e la digitalizzazione dei servizi.
Un tema particolarmente sensibile riguarda la composizione della forza lavoro. «La stragrande maggioranza dei dipendenti dei call center – hanno sottolineato Pentenero, Avetta e Isnardi – sono donne con contratti part time. Pretendere che si trasferiscano a Torino significa ignorare completamente la loro vita, i carichi familiari e la loro dignità». Secondo gli esponenti Dem, esistono soluzioni alternative che avrebbero dovuto essere prese in considerazione: «Le organizzazioni sindacali hanno avanzato proposte concrete, ma l’azienda si è mostrata indisponibile. Per questo è fondamentale che la Regione intervenga».
Da qui l’appello diretto alla Giunta regionale: «Serve un’assunzione di responsabilità immediata – conclude Pentenero –. La Regione deve aprire subito un confronto vero con l’azienda per tutelare l’occupazione e il futuro di centinaia di famiglie. Non si può accettare che il prezzo delle riorganizzazioni venga pagato ancora una volta dai lavoratori e dai territori più fragili».
fr.se.