
Meteo: gelo record in Piemonte: una delle notti più fredde dell’ultimo decennio, temperature fino a -14 gradi
Il Piemonte si è risvegliato nella mattinata di oggi, giovedì 8 gennaio, dopo una delle notti più fredde dell’ultimo decennio, con temperature minime eccezionalmente basse che hanno interessato in modo diffuso pianure, colline e aree rurali, confermando le previsioni meteo e segnando un brusco passaggio verso un inverno più rigido del previsto.
Il gelo ha colpito in modo particolare l’Astigiano e le zone collinari, dove i termometri sono scesi ben al di sotto dello zero per diverse ore consecutive. Nei fondovalle dell’area astigiana si sono registrati valori compresi tra -10 e -12 gradi, mentre in alta Langa, a quote attorno ai 600 metri, si è arrivati a sfiorare i -14 gradi, un dato rilevante anche per la relativa modestia dell’altitudine. Il valore più basso della notte è stato rilevato a Camerana, in località San Giovanni Belbo, con -13,7°C, seguito da una lunga serie di comuni della provincia di Asti dove il freddo intenso ha avvolto abitazioni, campagne e infrastrutture.
L’ondata di gelo non ha risparmiato il resto della regione. Dal Monferrato al Cuneese, passando per il Torinese, le temperature si sono mantenute diffusamente tra -9 e -10 gradi. Un raffreddamento omogeneo, favorito da cieli sereni e aria secca, che ha inciso soprattutto sulle aree meno urbanizzate, dove la dispersione del calore notturno è stata più marcata.
Anche Torino ha vissuto una notte particolarmente rigida. In centro città i valori si sono attestati tra -3 e -5 gradi, ma nelle zone periferiche il termometro è sceso ulteriormente, toccando i -6,2 gradi a Madonna di Campagna. Ancora più evidente il gelo nella prima cintura: a Venaria Reale si sono superati gli -8 gradi, mentre all’aeroporto di Caselle la colonnina di mercurio si è fermata a -7,2 gradi, confermando il netto divario tra l’area urbana compatta e il territorio circostante.
A rendere il quadro meteorologico ancora più singolare è stato l’effetto di una perturbazione atlantica accompagnata dal vento di foehn, che ha completamente ribaltato la situazione in alcune valli alpine. Nel fondovalle di Susa, in piena notte, le temperature sono salite fino a sfiorare gli +8 gradi, creando uno scarto termico superiore ai 15 gradi rispetto a località come Avigliana, dove nello stesso momento si registravano ancora valori compresi tra -7 e -8 gradi.
Un contrasto netto, concentrato in pochi chilometri, che racconta un Piemonte letteralmente diviso in due e mette in evidenza una variabilità climatica sempre più accentuata. Un fenomeno che non rappresenta più un’eccezione, ma una tendenza con cui territori, agricoltura e servizi sono chiamati a confrontarsi: notti di gelo estremo seguite da improvvisi rialzi termici, capaci di cambiare gli scenari nel giro di poche ore.
f.s.