
Oltre 500 firme contro il «PalaCeresole»: in Comune la petizione che chiede di rivedere il progetto a Pian della Balma
A Ceresole Reale si accende il confronto sul progetto del nuovo centro d’incontro denominato «PalaCeresole», previsto in località Pian della Balma. Nella giornata di ieri i promotori della petizione contraria all’opera hanno protocollato in municipio 516 firme, raccolte nelle ultime settimane per chiedere all’amministrazione comunale una revisione complessiva dell’intervento.
Secondo quanto spiegato dai promotori, le sottoscrizioni arrivano sia da residenti sia da frequentatori abituali del territorio, persone che, pur provenendo da altre aree, considerano Ceresole Reale il proprio “luogo del cuore”. «Generazioni di visitatori hanno scelto queste montagne per vivere e condividere un profondo legame con la natura alpina, tutelata dallo storico Parco Nazionale del Gran Paradiso», osservano i firmatari, sottolineando come la sensibilità ambientale rappresenti un elemento identitario della comunità locale.
Al centro delle contestazioni vi è la collocazione del nuovo edificio. Dalla documentazione pubblicata sul sito istituzionale del Comune risulterebbe che il progetto contempli la realizzazione di una sala per incontri in un’area definita dai promotori «di particolare valore naturalistico», con l’abbattimento di alberi centenari e un impatto che viene ritenuto significativo sul paesaggio circostante. «Una scelta che, a nostro avviso, non risulta coerente con gli obiettivi di conservazione e valorizzazione ambientale che storicamente caratterizzano questo territorio», affermano.
La petizione chiede formalmente all’amministrazione di avviare una revisione dell’intervento, valutando l’ipotesi di una collocazione alternativa che risulti più idonea e rispettosa del contesto naturale. L’invito è quello di considerare il riutilizzo o la riqualificazione di aree già edificate, ritenute soluzioni più in linea con le migliori pratiche di pianificazione sostenibile adottate nei territori alpini. «Riteniamo fondamentale limitare il consumo di suolo, uno dei principali fattori di degrado ambientale contemporaneo», sottolineano i firmatari.
Nel documento depositato in Comune viene richiamata anche la responsabilità istituzionale del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il primo parco nazionale italiano, il cui presidente – affermano i promotori – «non può che farsi promotore della tutela e della salvaguardia del territorio, come sancito dallo Statuto dell’ente».
I sottoscrittori confidano ora in un dialogo costruttivo e trasparente con l’amministrazione comunale, auspicando che si possa arrivare a un utilizzo diverso dei fondi disponibili o, qualora non fosse possibile, a una diversa localizzazione dell’opera, così da ridurne sensibilmente l’impatto sull’ambiente alpino. L’Amministrazione, dal canto suo, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali dopo il deposito delle firme, mentre nei prossimi giorni potrebbe avviarsi un confronto più strutturato sul futuro del progetto e sulle alternative possibili.
F.S.
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