
Chivasso, mozione sicurezza per l’area stazione e Movicentro: pressing sul Comune della lista Per Chivasso
Torna sotto i riflettori il tema della sicurezza urbana nell’area della stazione ferroviaria e del Movicentro. Dopo l’ennesimo episodio di violenza – un giovane aggredito e sfregiato nel tentativo di rapina – il Gruppo Consiliare Per Chivasso ha presentato in Consiglio comunale una mozione per chiedere interventi urgenti e strutturali. Già lo scorso aprile, i consiglieri avevano consegnato al prefetto Raffaele Cafagna una petizione con circa 2.000 firme, accompagnata da una relazione dettagliata sugli episodi di criminalità che hanno segnato l’area negli ultimi anni. La richiesta, allora come oggi, è chiara: un presidio fisso di forze dell’ordine nella zona della stazione, diventata epicentro di microcriminalità, disagi e segnalazioni di molestie, tra cui quelle denunciate da operatori della biblioteca comunale.
Nonostante l’istituzione, nei mesi scorsi, di una “zona rossa” da parte della Prefettura, la misura ha avuto effetti solo temporanei. Dopo una prima presenza massiccia delle forze dell’ordine, la vigilanza è rapidamente calata, lasciando i cittadini con una sensazione di insicurezza ai minimi storici. Nella mozione, il capogruppo Bruno Prestìa elenca una serie di interventi considerati prioritari e di immediata realizzazione. Tra questi: il potenziamento del pattugliamento della Polizia municipale, con l’introduzione di un turno serale dalle 19 alle 24, che garantisca la presenza costante di almeno due agenti nelle aree sensibili fino alla chiusura della stazione; l’incremento dell’illuminazione pubblica nelle zone più buie; una maggiore videosorveglianza nelle aree ancora scoperte; un coordinamento più stretto tra le forze di polizia e l’istituzione di una commissione consiliare dedicata esclusivamente alla sicurezza della stazione e del Movicentro.
La mozione sottolinea, inoltre, come la sicurezza non sia solo una questione di ordine pubblico, ma un fattore determinante per la qualità della vita urbana: “Occorre – si legge nel documento – affiancare agli interventi di contrasto alla criminalità azioni di integrazione sociale, tutela dei diritti e riequilibrio tra le diverse componenti della comunità”. Il nodo resta quello della continuità dei presidi sul territorio. “Il numero esiguo di forze dell’ordine rispetto alle reali necessità – osserva Prestìa – ha dimostrato come, senza una presenza costante, il problema resti irrisolto. La città chiede sicurezza, e la chiede non come parvenza, ma come condizione reale e quotidiana”. La palla passa ora al sindaco e alla giunta, chiamati a valutare e discutere le proposte in Consiglio comunale.