Aggressione al Centro di Salute Mentale di Ciriè: l’allarme del sindacato Nursing Up e la risposta dell’Asl T04

24/03/2025

Aggressione al Centro di Salute Mentale di Ciriè: l’allarme del sindacato Nursing Up e la risposta dell’Asl T04

Un nuovo episodio di violenza nei confronti degli operatori sanitari si è verificato al Centro di Salute Mentale di Ciriè. Un uomo, presentatosi in ambulatorio pretendendo informazioni sulla terapia del padre, ha minacciato, insultato e aggredito verbalmente il personale presente, composto da tre infermieri e un’educatrice professionale. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di riportare la situazione alla calma. A darne notizia è il sindacato Nursing Up, attraverso il referente sindacale in Asl To4, Marco Boccacciari.

“Non è un episodio isolato – spiega Boccacciari – già in passato, un altro paziente è riuscito a forzare una porta e a lanciarla contro gli infermieri. Nonostante le segnalazioni al risk management e alle istituzioni competenti, nessun provvedimento è stato preso per tutelare il personale”.

La situazione, secondo il sindacato, è resa ancora più insostenibile dalla gravissima carenza di personale. “Attualmente, gli infermieri in servizio presso i Csm di Ciriè e Lanzo sono appena tre o quattro in totale, costretti a dividersi tra le due strutture – racconta Boccacciari – questo significa che in alcuni giorni il numero di infermieri in servizio scende al di sotto delle quattro unità, lasciando il personale in una condizione di estrema vulnerabilità, soprattutto in presenza di episodi di violenza”.

A peggiorare ulteriormente il quadro è la posizione strutturale del Csm di Ciriè, situato al terzo piano di una palazzina priva di vie di fuga adeguate. “In caso di aggressione – continua Boccacciari – gli infermieri non hanno alternative: o si espongono ai colpi o rischiano di buttarsi di sotto”. Una condizione inaccettabile che mette a serio rischio la sicurezza di chi ogni giorno lavora per garantire assistenza ai pazienti.

Nursing Up chiede un intervento immediato delle istituzioni per garantire la sicurezza del personale sanitario: “È indispensabile aumentare subito il numero di infermieri, affinché nessun turno venga coperto da un numero insufficiente di operatori. È necessario inoltre installare sistemi di sicurezza adeguati, prevedere la presenza di personale di vigilanza nei centri a rischio e adottare protocolli chiari contro le aggressioni, con procedure rapide di intervento. Servono misure concrete per mettere in sicurezza il Csm di Ciriè e altre strutture sanitarie dell’Asl To4, evitando che gli operatori continuino a lavorare in condizioni di pericolo costante”.

L’Asl To4 ha replicato all’allarme lanciato dal sindacato con una nota ufficiale: “Lo scorso mercoledì 19 marzo si è verificato un episodio di aggressione verbale nei confronti dell’équipe del Centro di Salute Mentale di Ciriè da parte del parente di un utente, per cui è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. L’azienda condanna con fermezza tutti gli atti di violenza nei confronti degli operatori ed è massimo l’impegno aziendale, nel rispetto delle competenze e dei ruoli, nel realizzare le azioni utili a garantire la sicurezza dei propri operatori e il dialogo con le forze dell’ordine. In ogni caso, si tratta di un episodio che non può essere correlato alla carenza di infermieri, carenza di cui non soffre la sede di Ciriè del Csm, dove operano sei infermieri, un OSS, un educatore professionale e un tecnico della riabilitazione psichiatrica. Nel caso specifico, erano presenti presso il Centro un medico, tre infermieri e un educatore professionale. È comunque chiaro che tutto ciò che si può mettere in atto per fronteggiare il problema della violenza nei confronti degli operatori non può evitare che si manifestino singoli comportamenti violenti nei confronti degli operatori stessi, che, ribadiamo con determinazione, non sono permessi né tollerati”.

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