Orizzonte Legno, ottimismo nel comparto: fatturato 2024 stabile, aziende solide e ordini in crescita

03/12/2024

Orizzonte Legno, ottimismo nel comparto: fatturato 2024 stabile, aziende solide e ordini in crescita

Quello del legno in provincia di Torino è un comparto industriale con aziende solide, con un buon carnet ordini anche per i primi mesi del 2025, in grado di affrontare anche le fasi meno positive del ciclo economico. Ma è diffusa la consapevolezza che oggi più che mai “si naviga a vista”. Una situazione molto fluida e volatile, che proseguirà anche nel 2025 secondo le imprese, che richiede una seria pianificazione strategica. Sono questi gli elementi principali emersi dalla quarta edizione di Orizzonte Legno, il convegno annuale del gruppo merceologico Associazione Legno dell’Unione Industriale di Torino, che raggruppa oltre 30 imprese per più di 500 addetti, organizzato con il contributo di Banco AzzoaglioConlegno e Rilegno

Ad aprire i lavori dell’edizione 2024 intitolata ‘Dal patrimonio storico alle nuove frontiere’ il presidente dell’Unione Industriali di Torino, Marco Gay: “Nel 2023, in Italia, il settore del legno-arredo ha raggiunto un fatturato di 52,7 miliardi di euro, contribuendo per il 3,2% al PIL nazionale. In questo quadro, il Piemonte emerge come un territorio di riferimento per il comparto legno-arredo in Italia. La regione ospita circa 3.500 imprese attive nella filiera, che generano un fatturato annuo di oltre 4 miliardi di euro. Nonostante le difficoltà legate ai rincari delle materie prime e alle interruzioni logistiche, le aziende piemontesi hanno saputo investire in innovazione tecnologica e sostenibilità. In particolare, l’aumento dell’utilizzo di materie prime locali e l’adozione di processi di riciclo avanzati hanno rafforzato la competitività del settore, favorendo al contempo una transizione verso modelli produttivi più circolari e resilienti. Dati che ci raccontano di un comparto che non solo resiste, ma si evolve, pronto a cogliere nuove opportunità di crescita”.

“Orizzonte Legno si distingue per la costante attenzione ai cambiamenti globali e all’analisi delle dinamiche macroeconomiche che incidono profondamente sul settore del legno. Spesso mi sono chiesto cosa rende il legno così versatile e capace di rispondere alle nostre abitudini, alle nostre esigenze e ai nostri desideri. La risposta, credo, risieda nell’eccezionale abilità rigenerativa della natura stessa, una forza che permette al legno di ritornare e prosperare anche in ambienti apparentemente compromessi. È quasi come se la natura avesse bisogno di ristabilire un equilibrio, riorganizzando il disordine che l’attività umana crea sul nostro pianeta” ha spiegato nel suo intervento introduttivo Matteo Mazzoni, presidente di Associazione Legno, ringraziando la Federazione delle Industrie del Legno (Filiera Legno) ed i consorzi nazionali Rilegno e Conlegno. “Il nostro obiettivo comune è mettere al centro le aziende del settore, rispondendo alle loro esigenze con il massimo supporto tecnico ed economico e preparandoci alle sfide europee con spirito competitivo. Sono orgoglioso di poter affermare che Torino si è distinta anche in questo settore, promuovendo valori fondamentali per il successo di ogni iniziativa: impegno, dedizione, serietà e la capacità di condividere con i collaboratori sia le vittorie che le sconfitte, valutandole con obiettività” ha aggiunto Mazzoni. 

L’analisi dell’andamento del settore legno, esclusi i mobili, nei primi otto mesi dell’anno ha visto una produzione industriale in calo del 3,9% secondo i dati Istat nazionali. Ciò è dovuto alla conclusione del Superbonus per il risparmio energetico, che nel 2024 nei primi quattro mesi ha ancora attivato lavori per 14,5 miliardi, e nei quattro mesi successivi solo 728 milioni, si è quindi ben lontani dagli 83,7 miliardi attivati nel 2023. C’è però una forte crescita, che potrebbero superare i 100 miliardi a fine 2024. In un contesto di luci e ombre, però, stando all’analisi condotta tra le imprese dell’Unione Industriali di Torino, ci si aspetta un fatturato più o meno in linea, o in calo marginale, rispetto al 2023, anche se negli ultimi due mesi di quest’anno e soprattutto per i primi mesi del 2025 gli ordini sono in recupero.

Tutto questo ha generato una situazione di maggiore equilibrio tra domanda (in calo) e offerta (stabile o in aumento), di conseguenza il prezzo del legno è deciso solo più dalla dialettica tra produttore e consumatore, “si è tornati al preventivo”. Così il prezzo del legname utilizzato dalle aziende torinese, prevalentemente conifere, è rimasto sostanzialmente stabile nel 2024. Al di là dei prossimi mesi, emergono alcuni elementi comuni: l’utilizzo del legno sta vivendo e vivrà una fase di crescita quale materiale sostenibile e simbolo della green economy; le imprese pur tenendo conto degli effetti del cambiamento climatico il legno non mancherà; cresce la spinta alla concentrazione e razionalizzazione. Anche perché l’evoluzione tecnologica, rilevante anche nel comparto del legno, alza la soglia di investimento in nuovi impianti e nuovi prodotti.

Un passaggio preliminare fondamentale per affrontare gli imminenti Regolamenti e Direttive europee: Ecodesign, regolamento EUDR, regolamento sulla marcatura CE dei prodotti da costruzione, nuovi Regolamenti Europei sugli imballaggi (PPWR), certificazioni sugli assorbimenti di carbonio (CFCR). In particolare, avrà un rilevante impatto l’entrata in vigore nel 2025 della nuova normativa EUDR, volta a contrastare la deforestazione. Secondo le imprese gli oneri burocratici non saranno indifferenti, con inevitabili aggravi di costo. È quindi necessario esplorare opzioni diverse, fare piani per scenari alternativi, lasciare aperte più strade, non puntare tutto su una sola carta, diversificare fornitori e mercati. Tra gli investimenti imprescindibili rientrano infine anche quelli in formazione e risorse umane.

L’evento è poi proseguito con gli interventi dell’analista geopolitico Dario Fabbri e di Silvia Melegari, Segretario Generale Cei-Bois. E’ stata poi la volta di una tavola rotonda con: Hannes Hauser di Binderholtz; il Presidente della Federazione Filiera Legno, Angelo Luigi MarchettiMassimiliano Bedogno, Presidente di Conlegno; Corrado Cremonini, ricercatore dell’Università di Torino.

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