Cuorgnè: l’insegnante è bravo ma è costretto a lasciare il 25 Aprile. I genitori scrivono al ministro

25/11/2024
Cuorgnè: l’insegnante è bravo ma è costretto a lasciare il 25 Aprile. I genitori scrivono al ministro
A Cuorgnè, presso l’Istituto 25 Aprile, l’addio forzato di un insegnante stimato e apprezzato dagli studenti ha scatenato proteste e una mobilitazione da parte dei genitori. Il professore, a causa delle regole ministeriali sui nuovi concorsi per il reclutamento dei docenti, è stato costretto a lasciare la scuola per accettare un incarico in un altro istituto. Una decisione inevitabile, sulla quale la dirigenza scolastica non ha potuto intervenire, ma che ha generato scontento tra studenti e famiglie.
I genitori, profondamente contrariati, hanno deciso di scrivere una lettera al Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, per chiedere una revisione delle norme e sensibilizzare sulla questione della continuità didattica. Nella lettera, firmata da numerosi genitori, si sottolinea che il caso di Cuorgnè rappresenta una problematica più ampia, che riguarda molte scuole italiane. Si legge nell’appello: “Egregio Signor Ministro, con la presente intendiamo esprimere la nostra profonda preoccupazione e il nostro disappunto riguardo a un episodio che si è recentemente verificato al XVII Aprile-Faccio sede di Cuorgnè. Un docente, non ancora di ruolo ma già impegnato nell’insegnamento nella classe con un alto livello di preparazione e rara dedizione da anni, è stato costretto a interrompere il proprio incarico per accettare un’altra posizione in un istituto diverso, a causa dell’arrivo imminente di nuovi docenti vincitori di concorso”.
A giudizio dei genitori, questa dinamica genera instabilità e insicurezza tra gli studenti, influendo negativamente sulla qualità dell’insegnamento: “La continua instabilità del personale docente, aggravata dalle dinamiche di reclutamento e assegnazione degli incarichi, crea un clima di incertezza che incide negativamente sulla qualità dell’insegnamento e mina la fiducia degli studenti verso il sistema scolastico”. La figura dell’insegnante viene descritta non solo come una guida educativa, ma anche come un punto di riferimento umano e relazionale, il cui ruolo richiede tempo e costanza per instaurarsi. “Riteniamo inaccettabile che la continuità didattica e formativa sia costantemente sacrificata a causa di meccanismi burocratici e scelte organizzative che, seppur legittime, non tengono adeguatamente conto delle esigenze primarie degli studenti e delle famiglie”, si legge ancora nella lettera inviata al ministro dell’Ustruzione. Per questo, i genitori hanno chiesto al Ministro un intervento che preveda una revisione dei criteri di assegnazione delle cattedre e l’introduzione di politiche capaci di garantire maggiore stabilità.
“Chiediamo un impegno concreto verso l’adozione di politiche che mettano al centro le esigenze educative degli studenti, evitando che il percorso formativo venga interrotto da regole eccessivamente rigide e poco adatte al contesto reale”. L’episodio di Cuorgnè, che riflette una criticità nazionale, pone interrogativi sulla capacità del sistema di bilanciare merito, norme e esigenze delle comunità scolastiche. Per ora, i genitori e gli studenti attendono una risposta concreta che possa garantire serenità e continuità nel loro percorso formativo.

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