Espropri acquedotto: nasce il Comitato Spontaneo Frazioni Praie-Bosco e chiede garanzie alla Smat

14/10/2024

Espropri acquedotto: nasce il Comitato Spontaneo Frazioni Praie-Bosco e chiede garanzie alla Smat

Con l’obiettivo di tutelare i diritti dei residenti e dei proprietari delle frazioni Praie e Bosco, nel Canavese, è stato formalmente costituito il Comitato Spontaneo Frazioni Praie-Bosco . Si tratta di un’iniziativa apolitica che punta a diventare un punto di riferimento per queste piccole comunità, intervenendo sui temi legati ai lavori per l’acquedotto della Valle Orco, un’opera di grande rilevanza per il territorio. Il comitato, composto da 87 membri, si pone come mediatore tra i cittadini e le istituzioni, con un particolare focus sui rapporti con Smat (Società Metropolitana Acque Torino), che sta eseguendo i lavori. A capo del Comitato sono stati eletti Demis Carlino , Rodolfo Giorgis e Roberto Vitton Gomma , che già hanno avviato un dialogo con le autorità competenti. Tra le richieste avanzate, spiccano chiarimenti e compensazioni per i proprietari di terreni coinvolti nei lavori, soprattutto in merito agli espropri e agli indennizzi, che il Comitato ha chiesto di fissare un valore minimo di 10 euro al metro quadrato.

Le richieste del Comitato

Le principali preoccupazioni del Comitato riguardano la gestione del territorio durante e dopo i lavori. I residenti lamentano la mancanza di trasparenza nelle comunicazioni da parte di SMAT, soprattutto per quanto riguarda l’occupazione temporanea dei terreni e le modalità di compensazione. Il Comitato ha anche richiesto l’accesso al progetto definitivo dei lavori, con un’attenzione particolare alla rete fognaria e al sistema di raccolta delle acque meteoriche nella frazione Bosco alto, chiedendo che queste siano adeguatamente convogliate verso la strada provinciale SP 460.

Un altro tema rilevante è il ripristino della roggia nella frazione Praie, attualmente in stato di abbandono a causa dei cantieri. I membri del Comitato chiedono che l’area venga ripristinata come prima dell’inizio dei lavori, inclusa la ricostruzione della staccionata lungo i due lati della roggia.

Un impegno a 360 gradi

Oltre alle questioni tecniche, il Comitato ha proposte avanzate per migliorare la qualità della vita dei residenti. Tra queste, l’idea di trasformare l’area attualmente occupata dal depuratore in uno spazio verde attrezzato, fruibile dalla comunità, con la creazione di un parco pubblico per i bambini. Il Comitato ha inoltre richiesto uno sconto sulle bollette dell’acqua per compensare i disagi subiti durante i lavori e la costruzione di un impianto di irrigazione a pioggia per le frazioni coinvolte.

Anche la chiesa di Praie è stata oggetto di attenzione, con una richiesta di contributi per la sua manutenzione, mentre è stato proposto il coinvolgimento dei residenti nelle opportunità di lavoro generate dai cantieri.

L’acquedotto della Valle Orco: un’opera strategica tra luci e ombre

La nascita del Comitato è strettamente legata ai lavori per la realizzazione dell’acquedotto della Valle Orco , un’infrastruttura strategica destinata a migliorare la fornitura di acqua potabile per circa 125.000 abitanti del Canavese, Eporediese e Calusiese. Il progetto, che prevede la costruzione di circa 140 chilometri di condutture, ha l’obiettivo di risolvere i problemi di scarsità idrica che affliggono l’area, utilizzando l’acqua proveniente dalle dighe di Ceresole Reale e Pian Telessio , situate nel Parco Nazionale del Gran Paradiso .

Tuttavia, l’opera ha suscitato non poche preoccupazioni tra i residenti e le autorità locali. In particolare, il Comitato teme che l’enorme prelievo d’acqua destinato all’acquedotto possa ridurre la disponibilità per l’irrigazione dei campi agricoli, specialmente nei periodi di siccità. Inoltre, alcuni cittadini si chiedono se non sarebbe stato più efficace migliorare le reti idriche esistenti, che attualmente perdono fino al 35% dell’acqua distribuita, invece di investire ingenti risorse per la costruzione di nuove condutture.

Un futuro di dialogo

Nonostante queste perplessità, l’acquedotto della Valle Orco rappresenta un’opera di grande importanza per il territorio, soprattutto in un contesto di cambiamenti climatici che rende sempre più urgente la gestione sostenibile delle risorse idriche. Il Comitato Spontaneo Frazioni Praie-Bosco si propone come un interlocutore cruciale, con l’obiettivo di assicurare che i lavori in corso rispettino i diritti dei cittadini e che le soluzioni adottate siano sostenibili e condivise.

Il Comitato attende adesso una risposta dalle istituzioni e si prepara ad avviare la propria battaglia per garantire che il futuro delle frazioni Praie e Bosco sia tutelato, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale.

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